05 Luglio 2026 - 14:24:49
di Martina Colabianchi
Nuova bufera sulla gestione dei fondi del Pnrr Salute in Abruzzo. Il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, lancia un ennesimo duro atto d’accusa contro la Giunta guidata da Marco Marsilio, denunciando una manovra dell’ultimo minuto per salvare formalmente i target europei a discapito dei servizi reali per i cittadini.
Al centro della contestazione c’è l’ultimo aggiornamento del Piano Operativo Regionale, che ha visto lo stralcio e la rimodulazione di diversi interventi strategici legati a Ospedali e Case della Comunità, in particolare nelle aree dell’Aquilano e del Pescarese. Secondo Paolucci, l’esecutivo regionale starebbe semplicemente spostando le voci di spesa per coprire i ritardi accumulati, rinunciando alla programmazione originaria.
«Il Pnrr Salute – dichiara Paolucci – impone di rendicontare entro il 30 giugno 2026 e la Giunta Marsilio, invece di completare la programmazione originaria, sta scaricando sul Pnrr il conto dei propri ritardi: quando un intervento viene spostato fuori dal Piano per non far saltare il target, non siamo davanti a un’operazione di efficienza amministrativa, ma alla certificazione di un ritardo attuativo che rischia di inaugurare strutture vuote e senza servizi».
Nell’aggiornamento del Piano Operativo Regionale, per gli Ospedali di Comunità di Pescina, Tagliacozzo e Montesilvano si parla genericamente di “criticità di natura attuativa” e si prospetta lo “spostamento degli interventi a rischio su altra fonte di finanziamento”. Una formula che, per le Case della Comunità di Pescara e Montesilvano che accolgono migliaia di pazienti, si traduce nella stessa logica di rinvio.
«Questa espressione va letta per quello che è: gli interventi non risultano gestibili nei tempi e nelle condizioni previste dal Pnrr e vengono quindi sottratti alla traiettoria originaria per salvare solo formalmente il target regionale, per altro con rimodulazioni che avverrebbero il giorno prima (il 29 giugno) del termine, probabilmente per spese di altra natura già effettuate. Nella sostanza, si portano a rendiconazione altre spese. A conti fatti, il numero delle strutture regge sulla carta, ma i territori dell’Aquilano e dell’area pescarese restano scoperti di un presidio di prossimità che pure era stato promesso», continua l’esponente dem.
I dati aggiornati confermano la fotografia: sebbene il target complessivo regionale degli Ospedali di Comunità rimanga formalmente fissato tra le 10 e le 11 strutture (per un totale di oltre 21,8 milioni di euro), la distribuzione geografica viene stravolta. In particolare, la Asl 1 subisce lo stralcio dei due interventi di Pescina e Tagliacozzo, mentre la Asl 3 perde l’Ospedale di Comunità di Montesilvano.
Di contro, la Asl 2 sale a 6 interventi complessivi, inserendo le strutture di Gissi, Guardiagrele e Casoli. Inoltre, le rimodulazioni per le Case della Comunità colpiscono ben sette sedi: Tollo, Francavilla al Mare, Popoli, Pianella, Vibrata-Nereto, oltre alle già citate Pescara e Montesilvano.
Il cuore della critica tocca la reale operatività delle strutture sul territorio. Il capogruppo del Pd, infatti, incalza: «Il punto politico è tutto qui: la Giunta non porta a compimento la programmazione originaria e prova a salvare i target del Pnrr spostando il peso su interventi più semplici e meno onerosi, spesso arredi, attrezzature o piccoli adeguamenti, invece di realizzare pienamente le strutture strategiche su cui era stato promesso l’investimento per far decollare davvero la medicina territoriale. Come già denunciato per le inaugurazioni delle Case della Comunità, anche qui vale la stessa regola: Marsilio si è occupato solo degli adempimenti burocratici, delle scadenze da rispettare sulla carta e non dell’organizzazione reale dei servizi che quella a cui mirava lo stesso Pnrr. D’altra parte nella maggioranza dei casi i cittadini non trovano nelle strutture inaugurate in questi giorni servizi sanitari, perché sono bei gusci, ma vuoti: senza specialisti, professionisti e ancora senza i Medici di Medicina Generale che attendono ancora l’Accordo Integrativo Regionale per dar vita alle Aggregazioni Funzionali Territoriali, accordo su cui la Regione non ha lavorato, se non per l’imponente taglio di ben 12 milioni di euro nel Programma Operativo 26/28, che ha portato la categoria alla mobilitazione. Non basta spostare un intervento da una colonna all’altra di una tabella per dire di aver fatto la sanità di prossimità, serve altro, ad esempio dire con quali fondi si provvederà, cosa che non risulta minimamente esplicitata in quest’operazione e su cui incalzeremo la giunta affinché si abbia contezza del modo d’agire».
Paolucci conclude chiedendo massima trasparenza alla Giunta regionale sulle coperture finanziarie alternative e sul futuro del personale: «Quello che emerge è una Regione che insegue il Pnrr invece di guidarlo, che sposta le carte per far quadrare i numeri di fine giugno, ma lascia scoperti i territori che più avevano bisogno di questi presidi. Chiediamo alla Giunta Marsilio di dire con chiarezza, struttura per struttura, quali servizi saranno davvero attivati, con quale personale e con quali risorse stabili nel tempo, a Pescina come a Tagliacozzo, a Montesilvano come a Gissi, Guardiagrele e Casoli. Senza questa chiarezza, l’ennesimo aggiornamento del Piano rischia di essere solo un adempimento formale, non una risposta ai bisogni di salute dei cittadini abruzzesi».
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