08 Luglio 2026 - 18:40:00
di Martina Colabianchi
Dopo il Consiglio comunale lampo di lunedì scorso, una nuova bufera politica investe Palazzo Margherita.
Questa volta la polemica si sposta sulla terza commissione consiliare, convocata per affrontare i nodi cruciali delle vertenze Vivenda e Afm, ma che si è risolta in un nulla di fatto a causa dell’assenza degli assessori competenti.
Un episodio che ha scatenato la dura reazione dei consiglieri di minoranza Paolo Romano, Stefania Pezzopane e Lorenzo Rotellini, promotori dell’incontro, che accusano la maggioranza di centrodestra di dilettantismo e mancanza di rispetto istituzionale.
«All’ordine del giorno – spiegano – c’erano due temi di grande rilevanza. Da una parte la vertenza Vivenda, che seguiamo ormai da due anni senza che il Comune sia riuscito a trovare una soluzione. Restano aperti sia il problema della sicurezza dei lavoratori, costretti a trasportare a mano i contenitori dei pasti perché ai mezzi dell’azienda è impedito l’accesso ai plessi scolastici, sia quello delle tutele occupazionali delle lavoratrici e dei lavoratori, che durante il periodo estivo pagano le conseguenze delle scelte contenute nell’appalto comunale. Dall’altra parte c’era la situazione di Afm, con le questioni riguardanti le educatrici, la scuola dell’infanzia interna e gli adeguamenti contrattuali. Problemi concreti che riguardano decine di lavoratori e servizi essenziali e sui quali il Comune continua a rinviare ogni decisione».
«Per ottenere questa Commissione sono servite settimane di richieste, sollecitazioni e rinvii – spiegano i consiglieri -. Quando finalmente è stata convocata, però, gli assessori competenti hanno semplicemente disertato i lavori. L’assessora competente per entrambe le questioni non si è presentata e non ha nemmeno individuato un sostituto in grado di rappresentare l’amministrazione. Un altro assessore, impossibilitato a partecipare per motivi personali, ha inviato un funzionario privo delle competenze necessarie. Solo dopo oltre un’ora e mezza di attesa è arrivata un’altra assessora, che però non aveva alcuna competenza diretta sulle materie all’ordine del giorno e non poteva fornire risposte».
«Il risultato è stato inevitabile: la Commissione non ha potuto svolgersi, perché il regolamento prevede la presenza degli assessori competenti. Un fallimento politico e amministrativo che ha esposto il Comune a una pessima figura istituzionale. Per AFM erano presenti la presidente Santangelo, il direttore Fontana e le organizzazioni sindacali; per Vivenda erano presenti l’amministratore, la direzione aziendale, i rappresentanti sindacali e i lavoratori. Tutti convocati ufficialmente dal Consiglio comunale, tutti lasciati ad aspettare inutilmente per oltre un’ora e mezza, senza che nessuno dell’amministrazione fosse in grado di assumersi la responsabilità di affrontare i problemi».
Non è la prima volta che accade e questo rende la vicenda ancora più grave – prosegue la nota -. Se un assessore è impossibilitato a partecipare, lo si comunica tempestivamente, si garantisce la presenza del dirigente competente oppure si concorda un rinvio prima di convocare decine di persone. Quello che non è accettabile è lasciare che Commissioni regolarmente convocate vengano di fatto fatte fallire per l’assenza dell’amministrazione».
Da qui, la richiesta di riconvocazione della commissione con la presenza degli assessori competenti. «Ma chiediamo anche un cambio di atteggiamento da parte del sindaco e della Giunta – incalzano infine Romano, Rotellini e Pezzopane -. Il Consiglio comunale non può essere umiliato in questo modo, così come non possono essere umiliati i lavoratori, le organizzazioni sindacali, i vertici delle aziende partecipate e delle società coinvolte e, soprattutto, le tante famiglie che aspettano risposte. Mentre la città chiede soluzioni, il centrodestra continua a scegliere il silenzio e l’assenza. È un modo di amministrare che mortifica le istituzioni e lascia irrisolti problemi che incidono concretamente sulla vita delle persone».
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