11 Luglio 2026 - 09:31:24
di Redazione
Ancora un doppio appuntamento per il cartellone dei Cantieri dell’Immaginario, che venerdì 10 luglio si è rivolto al pubblico con due linguaggi differenti ma entrambi capaci di catalizzare l’attenzione di un pubblico intergenerazionale.
Il pomeriggio ha aperto le porte del Teatro San Filippo con il secondo appuntamento di Woman’s Art Now, rassegna dedicata alla ricerca coreografica contemporanea al femminile. In serata, la programmazione si è spostata sulla scalinata di San Bernardino, dove è andato in scena Tintoria, il podcast condotto dai comici Daniele Tinti e Stefano Rapone.
Ad aprire il programma di Woman’s Art Now è stata La passeggiata, coreografia di Laura Corradi ispirata all’omonimo dipinto di Marc Chagall e attraversata dal richiamo alla riflessione di Italo Calvino sulla leggerezza. Prendendo spunto dalla celebre immagine degli amanti sospesi nel cielo, l’opera restituisce una visione dell’amore come forza capace di superare i limiti della realtà e di aprire uno spazio di libertà. Attraverso il movimento, la coreografia esplora il desiderio di elevazione e la leggerezza come forma di resistenza e di sguardo sul mondo.
A seguire è andata in scena Rave.L, creazione di Virginia Spallarossa con la regia di Gilles Toutevoix, che mette in dialogo l’universo musicale di Maurice Ravel con una ricerca performativa dedicata agli stati di coscienza e ai processi di trasformazione individuale e collettiva. La coreografia si sviluppa come un viaggio fisico e mentale tra tensioni opposte – volo e caduta, lucidità e smarrimento – indagando la condizione di immersione totale che le neuroscienze definiscono flow, nella quale il movimento si trasforma in un’esperienza di piena consapevolezza.
Nella seconda parte della serata, la scalinata di San Bernardino ha accolto Tintoria, il podcast dal vivo condotto dagli stand-up comedians Daniele Tinti e Stefano Rapone, che per l’occasione ha ospitato il comico Paolo Migone, volto storico della comicità italiana e protagonista di numerose edizioni di Zelig.
Ad aprire la registrazione della puntata è stato l’aquilano Daniele Tinti, che non sottacendo una certa emozione per “giocare in casa”, ha salutato il pubblico ringraziandolo per la partecipazione e spiegando lo spirito dell’evento: non uno spettacolo tradizionale, ma una conversazione spontanea, invitando gli spettatori a vivere l’esperienza con naturalezza, tra risate e applausi, nel rispetto della registrazione. A lui ha fatto eco Stefano Rapone, che con la sua consueta ironia ha stemperato l’attesa, invitando il pubblico ad abbassare le aspettative.
Da quel momento, la serata è proseguita tra aneddoti, battute, improvvisazioni e scambi esilaranti che hanno coinvolto il pubblico dall’inizio alla fine. Le risate si sono alternate agli applausi, facendo della registrazione del podcast un momento di autentica condivisione in un’atmosfera leggera, partecipata e ricca di complicità.
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