15 Luglio 2026 - 16:17:53
di Martina Colabianchi
In Abruzzo si torna a parlare della legge sulle aree idonee destinate agli impianti a fonti rinnovabili, dopo che i Ministeri competenti hanno chiesto al governo regionale diverse modifiche alla norma approvata definitivamente a maggio.
Sul tema si è generato un duro botta e risposta tra Confagricoltura, che ha posto l’accento sulle numerose criticità del testo regionale soprattutto per quanto riguarda l’area del Fucino, e l’assessore Mario Quaglieri che aveva parlato di sterili polemiche dovute al caldo estivo ribadendo il suo impegno per lo sviluppo e la tutela dell’area.
Nel dibattito si aggiunge ora la voce del consigliere dem Pierpaolo Pietrucci, che accusa Quaglieri di continuare «ad attaccare chiunque osi evidenziare i limiti della legge regionale sulle aree idonee, ma la realtà è molto più semplice: quella legge è sbagliata e dovrà essere modificata. Non lo dice il Partito Democratico, lo dicono i rilievi dei Ministeri competenti e lo dimostra il fatto che la stessa Regione si è impegnata con il Governo a correggerla».
«È singolare che Quaglieri continui a prendersela con il Pd, con il senatore Fina, con le opposizioni e adesso perfino con un’associazione di categoria che fino a ieri era considerata interlocutrice privilegiata del centrodestra. Quando si arriva ad accusare chiunque sollevi un problema, forse è il momento di fermarsi e chiedersi se il problema non sia invece la legge approvata dalla Giunta Marsilio”. “La verità – prosegue Pietrucci – è che il castello della propaganda è crollato. Dopo mesi trascorsi a raccontare che l’Abruzzo era un modello nazionale, sono emersi documenti ufficiali che evidenziano rilievi di legittimità, criticità rispetto alla normativa statale e la necessità di modificare il testo. Se il Governo non ha impugnato la legge è soltanto perché la Regione ha assunto l’impegno a cambiarla».
Per il consigliere regionale «non siamo davanti a una disputa politica tra destra e sinistra, ma al rischio concreto di produrre danni sia allo sviluppo delle energie rinnovabili sia all’agricoltura di qualità, a partire da quella del Fucino. Una cattiva legge rischia di bloccare gli investimenti invece di governarli e di mettere in contrapposizione due settori strategici che devono invece convivere attraverso regole chiare, certe e rispettose della normativa nazionale. Fa sorridere – aggiunge Pietrucci – che invece di spiegare perché il Governo abbia contestato la norma, Quaglieri preferisca distribuire battute, ironie e insinuazioni. È un copione già visto: quando mancano gli argomenti si attaccano le persone. Ma così non si risolvono i problemi degli agricoltori, delle imprese e dei territori».
«Il Partito democratico – conclude Pietrucci – continuerà a chiedere che la legge venga rapidamente corretta, nella massima trasparenza e coinvolgendo tutti i soggetti interessati. L’Abruzzo ha bisogno di una disciplina che favorisca la transizione energetica senza sacrificare il patrimonio agricolo e paesaggistico della regione. Serve una norma solida, non una legge scritta male e difesa ancora peggio».
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