15 Luglio 2026 - 18:23:02

di Martina Colabianchi

La ricostruzione post-sisma dell’Aquila, e in particolare i decreti congiunti USRA-USRC n. 6 e n. 7 del 2026, di nuovo al centro di una commissione consiliare.

Emanati per gestire la delicata fase di uscita dal Superbonus, i provvedimenti lasciano aperti nodi fondamentali che, secondo i consiglieri comunali d’opposizione Paolo Romano e Stefania Pezzopane, rischiano di frenare i cantieri a diciassette anni dal terremoto del 2009.

«La ricostruzione dell’Aquila non può fermarsi né produrre nuove ingiustizie», spiegano Romano e Pezzopane, denunciando che il ricorso al Superbonus è stato «uno strumento divenuto necessario per colmare l’insufficienza dei contributi della ricostruzione, parametrati su costi non più aderenti all’andamento reale del mercato e fermi all’indicizzazione del novembre 2022».

Un divario pesante rispetto al cratere del Centro Italia 2016, con differenze dei costi parametrici che supererebbero il 30% e il 50%.

Il timore principale è la nascita di disparità sociali ed economiche: «Oggi il rischio concreto è quello di creare cittadini di serie A e cittadini di serie B. Ci chiediamo, innanzitutto, quale sarà il destino delle pratiche che non hanno mai aderito al Superbonus, comprese quelle che non hanno potuto procedere perché condizionate dall’approvazione di piani attuativi o dai cronoprogrammi della ricostruzione». Inoltre, l’opposizione evidenzia una palese disparità per cui «rischiano di essere penalizzati quei cittadini e quei consorzi che, con prudenza e responsabilità, non hanno avviato i lavori in prossimità della scadenza del Superbonus per non esporsi al rischio di dover sostenere personalmente costi insostenibili».

Dai due consiglieri comunali arriva anche una critica sul metodo. La commissione è stata infatti sospesa a causa dell’abbandono della seduta da parte dell’assessore Tinari e del dirigente competente nel pieno del dibattito, fatto che l’opposizione definisce «irrispettoso nei confronti del Consiglio, dei tecnici, delle imprese e dei cittadini».

La battaglia si sposterà ora nel prossimo Consiglio comunale di lunedì, dove i consiglieri presenteranno un ordine del giorno specifico per impegnare l’Amministrazione a chiedere modifiche correttive al Governo: «Abbiamo l’obbligo morale e politico di dare certezze a quei cittadini, ai tecnici e alle imprese edili che stanno affrontando la lunga e complessa coda della ricostruzione», concludono Romano e Pezzopane.