16 Luglio 2026 - 11:05:27

di Martina Colabianchi

«Il recente rapporto pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale ci consegna una verità che la politica non può più permettersi di sottovalutare: il caldo estremo è ormai una delle principali emergenze per la salute e la sicurezza dei lavoratori».

Lo dichiara Fabio Frullo, consigliere delegato alle Politiche del Lavoro del Comune dell’Aquila, commentando il documento internazionale che richiama anche le istituzioni locali ad adottare nuove strategie di prevenzione contro lo stress termico.

«Per anni abbiamo parlato di sicurezza sul lavoro pensando quasi esclusivamente ai dispositivi di protezione, agli infortuni tradizionali e al rispetto delle procedure. Oggi il cambiamento climatico modifica radicalmente lo scenario. Le temperature sempre più elevate stanno creando un rischio nuovo, trasversale e destinato ad aumentare negli anni, che coinvolge migliaia di lavoratori, soprattutto nei settori dell’edilizia, dell’agricoltura, dei trasporti, della logistica e di tutti quei comparti che operano all’aperto».

Secondo il rapporto OMS, la produttività diminuisce mediamente del 2-3% per ogni grado di temperatura oltre i 20°C, mentre crescono in modo significativo i rischi di colpi di calore, disidratazione, patologie renali e neurologiche, con inevitabili ripercussioni anche sul numero degli infortuni.

«Questi dati – prosegue Frullo – ci dicono che non stiamo parlando soltanto di salute pubblica. Stiamo parlando di politiche del lavoro, di competitività delle imprese e di sostenibilità del nostro sistema produttivo. Un lavoratore protetto è un lavoratore che produce meglio, si ammala meno e opera in condizioni di maggiore sicurezza».

Necessario quindi, per il consigliere, un immediato cambio di paradigma.

«Lo stress termico deve entrare a pieno titolo nella valutazione dei rischi prevista dal D.Lgs. 81/2008. Occorre programmare diversamente gli orari di lavoro durante le giornate più critiche, investire nella formazione dei lavoratori e dei datori di lavoro, utilizzare le nuove tecnologie per il monitoraggio delle condizioni climatiche e predisporre protocolli operativi specifici. Non possiamo limitarci a gestire l’emergenza ogni estate».

Le linee guida elaborate da OMS e OMM indicano infatti la necessità di sviluppare piani di prevenzione specifici, rafforzare la formazione, coinvolgere imprese, lavoratori e organizzazioni sindacali e predisporre misure calibrate sulle caratteristiche dei singoli territori e dei diversi comparti produttivi.

«Come delegato alle Politiche del Lavoro ritengo che anche L’Aquila debba farsi promotrice di una riflessione concreta su questo tema. Il nostro territorio presenta una forte presenza di cantieri, attività manutentive, edilizia e lavoro all’aperto. È quindi fondamentale costruire una rete tra istituzioni, imprese, professionisti della sicurezza, organizzazioni sindacali, medici competenti e Università per diffondere una nuova cultura della prevenzione».

«La sicurezza sul lavoro non può rincorrere i cambiamenti climatici: deve anticiparli. Proteggere i lavoratori significa proteggere il futuro del nostro sistema economico. La vera sfida dei prossimi anni sarà coniugare crescita, produttività e tutela della salute. È una responsabilità che riguarda tutti, ma che anche la politica locale, per quanto di competenza, ha il dovere di guidare con visione, competenza e coraggio», conclude il consigliere Frullo.