28 Luglio 2026 - 09:28:41

di Marianna Galeota

«E’ legittimo che si trovi una soluzione diffusa che permetta ai lavoratori e, soprattutto, alle lavoratrici di poter fruire di attività estive necessarie alla serena conciliazione, resa sempre più difficile per le donne sulle quali ricade quasi la totalità del lavoro di cura».

Ne è convinta Miriam Anna Del Biondo segretaria generale Flc Cgil L’Aquila, evidenziando come sia sempre più difficile anche per le famiglie aquilane, riuscire ad affrontare i tre mesi estivi di chiusura delle scuole senza dover sostenere, nella maggior parte dei casi, spese importanti per i centri estivi che diventano un aiuto valido e imprescindibile per i genitori che lavorano.

I prezzi dei centri estivi, che nei tre mesi di chiusura delle scuole offrono tante attività per bambini, da quelle sportive, alle gite fuori porta, all’aiuto compiuti, in pacchetti più convenienti se si sceglie l’opzione mensile o trimestrale, si aggirano normalmente in quasi tutta la provincia tra i 450 e i 500 euro mensili, comprensivi di pasto.

Prezzi omologati quasi ovunque in Italia, considerando le spese che le associazioni e gli operatori privati del settore sono costretti a sostenere per portare avanti le attività quotidiane e gli oneri relativi alle strutture e al personale.

Una cifra, tuttavia, che non tutte le famiglie sono in grado di sostenere per un’intera estate, anche quelle con redditi medi. In tanti scelgono, infatti, di far frequentare i figli solo per alcune settimane al mese, cercando per il resto dell’estate soluzioni con non pochi sforzi.

Per finanziare attività socio-educative per minori da 0 a 17 anni, a giugno il governo ha stanziato circa 70 milioni ripartiti tra i Comuni tramite il Dipartimento per le politiche della famiglia con la legge 199/2025 cui ha aderito anche il Comune dell’Aquila.

Per la De Biondo, tuttavia, la questione dei centri estivi si colloca all’interno di esigenze sociali che richiedono soluzioni strutturali e diffuse.

«Sicuramente non può esserne investita la scuola – aggiunge la Del Biondo – Abbiamo contestato lo stanziamento di 300 milioni di euro da parte del ministro Valditara per il Piano Estate perché riteniamo sia un’operazione di propaganda che non affronta i problemi della scuola, anzi, tende ad alterarne l’identità investendo l’istituzione scolastica della soluzione di problemi sociali che sono in capo a comuni, associazioni e terzo settore».

Il Comune dell’Aquila e ha messo in campo delle soluzioni per andare incontro alle esigenze delle famiglie: il progetto E…state all’Aquila che si unisce alla misura del rimborso totale o parziale delle rette dei centri estivi attuata, quest’ultima, grazie al Fondo per le attività estive stabilito dall’art 1 legge 199/2025 e reso operativo dal dI dell’8 maggio 2026.

Il progetto E…state all’Aquila ormai al suo terzo anno, fortemente voluto dall’assessore alle Politiche Sociali Manuela Tursini, offre un sostegno concreto a 300 famiglie per garantire a tutti i bambini e ragazzi la possibilità di vivere un’esperienza estiva educativa, inclusiva e di qualità per le famiglie ed è totalmente gratuito per i nuclei familiari percettori di Assegno di Inclusione (ADI) o già presi in carico dai Servizi Sociali e con un Isee fino a 10.140 euro. Il progetto prevede infatti il trasporto gratuito, la presenza di educatori dedicati con rapporto 1:1 per i minori con disabilità, oltre ad attività pensate per favorire la socializzazione, l’inclusione e la crescita dei bambini.

La seconda misura messa in campo dal Comune è caratterizzata da due distinti avvisi pubblici finalizzati a sostenere economicamente le famiglie per la frequenza dei centri estivi ricreativi nell’anno 2026. Entrambi prevedono la presentazione delle domande entro il 30 settembre 2026, esclusivamente in modalità telematica tramite la piattaforma comunale.

Il primo avviso è rivolto alle famiglie con figli di età compresa tra 3 e 16 anni che frequentano un centro estivo autorizzato durante l’estate 2026. Il contributo varia in base alla fascia Isee:100% della spesa sostenuta per Isee fino a 8.000 euro; (chi non è preso in carico dal servizio sociale e non rientra nel progetto E…state all’Aquila;) 50% per Isee da 8.000,01 euro a 15.000 euro; 30% per Isee da 15.000,01 euro a 36.000 euro.

Il secondo avviso è rivolto alle famiglie con bambini e ragazzi con disabilità (Legge 104/1992, art. 3 comma 3) grave riconosciuta ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/1992 che frequentano un centro estivo nel periodo estivo 2026. La misura rimborsa la retta del centro estivo oppure l’operatore addetto all’assistenza.

«Da tre anni abbiamo scelto di introdurre una misura che prima non esisteva nelle politiche sociali della città – spiega la Tursini – rendere completamente gratuiti i centri estivi per le famiglie maggiormente fragili. Il tempo educativo e di socialità dei bambini non può dipendere esclusivamente dalla loro capacità economica. Il progetto dei centri estivi gratuiti, legato ad altre importanti misure messe in campo dall’Assessorato alle Politiche sociali, riportano ad una continuità di visione del welfare che non si limita ad assistere ed intervenire solo sulle fragilità, ma accompagna e costruisce le condizioni affinché le famiglie possano esercitare pienamente il proprio ruolo sociale».


La Del Biondo sottolinea come il fondo erogato dal governo preveda per i soli Comuni che ne fanno richiesta finanziamenti che i Comuni possono gestire autonomamente stabilendo criteri di erogazione, importi e modalità: «Il Comune dell’Aquila ha stabilito tre fasce di erogazione, dalla copertura totale della spesa sostenuta sino ad un rimborso del 30% a seconda dell’Isee presentata dalla famiglia; ma solo al termine delle attività sarà possibile compilare la richiesta di rimborso (con scadenza al 30 settembre 2026). Quest’ultima condizione, costringe così le famiglie all’anticipo totale delle spese che ammonterebbe a somme importanti. Inoltre, i nuclei familiari con minori che necessitano di rapporto 1:1 (disabilità Legge 104 art.3 comma 3), oltre al pagamento anticipato delle rette dei centri estivi si ritroverebbero a carico anche le spese per gli educatori. Per le famiglie beneficiarie dell’assegno di inclusione Adi, per nuclei familiari con attestazione ISEE 2025 non superiore ai 10.140,00 euro, o in carico ai servizi sociali, il Comune ha previsto, con il progetto ‘E…state all’Aquila’ centri estivi comunali gratuiti. Anche l’Inps sul territorio nazionale contribuisce alla soluzione del problema per i dipendenti o i pensionati della pubblica amministrazione che possono accedere ad un contributo totale o parziale, da giugno a settembre, per la copertura della spesa per attività ludico ricreative per bambini e bambine da 3 a 14 anni fino ad un massimo di 4 settimane (20 giorni) di frequenza».

Per la Del Biondo si tratta in ogni caso, sia localmente che sul territorio nazionale, «di iniziative sicuramente apprezzabili, che necessitano però di azioni correttive. Così come proposte, infatti, risultano parziali e non inclusive per intere fasce di popolazione variamente graduate e definite. Solo nel Comune dell’Aquila il costo dei centri estivi per ogni famiglia arriva anche a 750 euro mensili, ma che nel caso dell’esigenza del rapporto 1:1 per bambini e bambine con disabilità può aumentare notevolmente. La possibilità di garantire strutture estive ricreative e ludiche per i figli e le figlie dei lavoratori e delle lavoratrici dovrebbe trovare soluzioni nazionali strutturali, diffuse e eque su tutto il territorio partendo dalla necessità di risolvere un problema che investe soprattutto le madri lavoratrici che si trovano ogni giorno a fare acrobazie per tenere insieme vita lavorativa e vita privata».