26 Luglio 2026 - 18:49:41
di Martina Colabianchi
«Sulla raccolta dei rifiuti l’AGIR Abruzzo – Autorità di Gestione Integrata dei rifiuti, della quale il presidente è Pierluigi Biondi – dice che noi aquilani spendiamo di più rispetto al costo medio definito pur continuando ad avere un “servizio non soddisfacente” sia per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata (ferma al 47,6%) sia per il livello di efficacia delle attività di riutilizzo e riciclo. Il presidente AGIR Biondi boccia dunque il sindaco dell’Aquila Biondi sulla sua Società Partecipata Comunale ASM».
Lo scrive in una nota il consigliere di L’Aquila Nuova Paolo Romano anticipando quanto contenuto nel nuovo PEF – Piano Economico Finanziario 2026-2029 del servizio rifiuti, che dovrà essere votato nel prossimo consiglio comunale.
«I numeri parlano chiaro – prosegue Romano -. Il costo unitario effettivo del servizio preso a riferimento per il 2026 è pari a 44,06 centesimi per ogni chilogrammo di rifiuti, mentre il benchmark di riferimento è di 36,01 centesimi. Significa che il costo della gestione aquilana è superiore di oltre il 22% rispetto alla media individuata quale punto di riferimento. E nei prossimi anni il costo unitario continuerà addirittura a crescere sprofondando irrimediabilmente la società nei debiti».
«È mai possibile che su ASM e su gestione dei rifiuti siano in allarme solo i consiglieri di opposizione, i sindacati, i cittadini e non la Giunta comunale? O i veri obiettivi sono altri?»
«Dico questo perché Biondi, quatto quatto, in una riunione che si terrà lunedì prossimo tra ASM e sindacati, farà intraprendere ad ASM una discussione non sul rilancio – oggi ancora possibile – dell’ azienda partecipata comunale ma sulla fusione per incorporazione con le società pubbliche di Segen e COGESA, senza tra l’altro aver prima intrapreso una valutazione economica finanziaria a supporto: COGESA per esempio sconta una situazione debitoria peggiore della nostra. È lecito pensare che il vero obiettivo sia la futura privatizzazione di ASM, Cogesa e Segen? – incalza il consigliere -. Proporla subito significherebbe ingaggiare tre guerre nei tre territori di appartenenza; procedere prima ad accorpare le tre aziende con i debiti presenti e poi procedere alla privatizzazione, significherebbe fare una guerra sola nella quale però nessuno potrà mai eccepire nulla di fronte a milioni di debiti complessivi».
«Lo dico da anni: si pensi ad ASM, al suo rilancio all’interno di un sistema pubblico, capace di garantire qualità del servizio, tutela dei lavoratori e interesse dei cittadini prima che sia tardi».
«Non bisogna solo trovare nuove risorse economiche, ma anche capire come vengono spese, con quale modello industriale e con quali risultati. Da ottobre 2023 si parla di un nuovo Piano industriale di ASM con aumento del corrispettivo, senza che alle parole seguano i fatti. Nel frattempo si procede per emergenze: prima i disservizi, poi il ricorso agli interinali, quindi l’infinito blocco del concorso, la riorganizzazione non richiesta dell’azienda e della sua governance, la richiesta di maggiori risorse economiche. Il Piano industriale invece continua ad essere accantonato seppur necessario e urgentissimo».
«In questa situazione – conclude Romano – l’acquisto di 41 nuovi mezzi per la raccolta presentato da Biondi come una svolta ha il sapore di una vera e propria presa in giro».
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