30 Luglio 2026 - 11:13:11
di Marianna Galeota
La Cgil e la Fp Cgil della Provincia dell’Aquila hanno proclamato ufficialmente lo stato di agitazione del personale in appalto addetto ai servizi di supporto amministrativo e tecnico della ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila.
Contestualmente, i sindacati hanno richiesto alla Prefettura l’attivazione della procedura di raffreddamento e di conciliazione. La vertenza interessa circa 150 lavoratrici e lavoratori che operano in regime di esternalizzazione da oltre quindici anni.
Tra di loro vi sono anche ex lavoratori ed ex lavoratrici socialmente utili (LSU), con un’anzianità di servizio quasi ventennale presso le strutture dell’azienda sanitaria. A far scattare la mobilitazione è la necessità di dare immediata applicazione alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.
L’emendamento approvato ha infatti modificato la Legge n. 234/2021 (art. 1, comma 268, lett. C), concedendo agli enti del Servizio Sanitario Nazionale la facoltà di avviare procedure selettive per il personale interno agli appalti per le figure tecniche ed amministrative. La norma punta esplicitamente a favorire la reinternalizzazione dei servizi e del personale e a cancellare le ingiuste differenze retributive a parità di prestazioni.
«Oltre a rappresentare un atto di giustizia sociale, l’internalizzazione avrebbe un forte impatto positivo sui bilanci pubblici. L’internalizzazione dei servizi, invero, non è solo un dovere morale verso i lavoratori e le lavoratrici, ma costituisce una concreta misura di razionalizzazione e riduzione della spesa sanitaria. Eliminando l’intermediazione del privato e i relativi margini di profitto delle imprese appaltatrici, oltre l’IVA, la ASL 1 può abbattere i costi di gestione del servizio, reinvestendo le risorse risparmiate direttamente nella qualità dell’assistenza ai cittadini», scrivono il segretario provinciale della Cgil Francesco Marrelli e il segretario provinciale Fp Cgil Antony Pasqualone.
«Il raggiungimento di questo traguardo legislativo, frutto del lavoro sinergico tra sindacato e rappresentanti politici del territorio, cancella ogni alibi – concludono le sigle sindacali – Esiste finalmente lo strumento giuridico ed economico per ristabilire la parità di trattamento salariale e normativo, ponendo fine a un precariato storico e producendo al contempo un risparmio per la collettività”. Ciò vale a maggior ragione se si considera che l’Abruzzo è una regione che ha subito di recente l’innalzamento dell’aliquota IRPEF per coprire il disavanzo prodotto dalla spesa sanitaria».
La CGIL e la FP CGIL della Provincia dell’Aquila chiedono, quindi, alla Regione Abruzzo l’apertura immediata di un tavolo di confronto permanente e l’adeguamento del Piano Triennale dei Fabbisogni di Personale, al fine di bandire tempestivamente le necessarie procedure mirate all’internalizzazione del personale in appalto e di tutelare i livelli occupazionali.
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