30 Luglio 2026 - 18:45:21

di Tommaso Cotellessa

Il Consiglio comunale dell’Aquila ha approvato l’assestamento generale del bilancio di previsione 2026-2028, una manovra da oltre 15,2 milioni di euro che, secondo l’amministrazione, consolida gli equilibri finanziari dell’ente e rafforza gli investimenti in opere pubbliche, manutenzione, mobilità, cultura, welfare e sicurezza. Via libera anche al Piano economico finanziario del servizio rifiuti e alla conferma delle tariffe Tari, che resteranno invariate per il terzo anno consecutivo.

L’assestamento prevede l’utilizzo di oltre 2,6 milioni di euro di avanzo libero destinati agli investimenti, con l’obiettivo di sostenere il completamento degli interventi finanziati con Pnrr, Pnc e Cipess, accelerare nuove opere e fronteggiare l’aumento dei costi dei cantieri senza ricorrere a nuovo indebitamento.

Tra gli interventi finanziati figurano il parcheggio di viale della Croce Rossa, quello dell’ex Caserma Rossi, il completamento della pista di atletica di Piazza d’Armi, la viabilità di accesso all’ospedale “San Salvatore”, la manutenzione straordinaria delle strade, il piano neve, il rimborso dei pedaggi autostradali nel tratto urbano della A24, le iniziative legate a L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 e il potenziamento della sicurezza urbana.

Sul fronte dei rifiuti, il Pef 2026-2029 prevede un costo complessivo di oltre 14,4 milioni di euro, coperto integralmente senza aumenti della pressione tariffaria.

«L’assestamento di bilancio è uno degli atti più importanti della programmazione finanziaria dell’Ente e la sua approvazione conferma la solidità dei conti comunali e la capacità di questa amministrazione di programmare lo sviluppo della città con responsabilità e lungimiranza», hanno dichiarato il sindaco Pierluigi Biondi e il vicesindaco con delega al Bilancio Raffaele Daniele. I due amministratori hanno rivendicato la conferma della Tari senza aumenti e l’impiego dell’avanzo di amministrazione per finanziare investimenti senza ricorrere a nuovo debito.

L’approvazione del provvedimento è stata però accompagnata da un duro scontro politico. Il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Lorenzo Rotellini, ha criticato il mancato confronto sugli emendamenti presentati dall’opposizione, dichiarati inammissibili. «Non ho presentato emendamenti per fare ostruzionismo, ma per migliorare il provvedimento e dare risposte concrete agli aquilani. Se la maggioranza non condivide le mie proposte, venga in aula e le discuta nel merito», ha affermato, contestando anche l’utilizzo di un capitolo “omnibus” che, a suo giudizio, non consentirebbe di individuare con precisione la destinazione delle risorse.

«Ancora una volta – accusa Rotellini – il centrodestra ha scelto di chiudersi. Io continuerò a fare il mio lavoro, a presentare proposte e a difendere le esigenze dei quartieri, del commercio e delle nuove generazioni. Perché governare non significa soltanto avere i numeri per approvare gli atti: significa anche avere il coraggio di ascoltare chi propone soluzioni diverse».

Sulla stessa linea il consigliere del gruppo L’Aquila Nuova, Paolo Romano, che ha parlato di «un metodo consolidato» volto a impedire all’opposizione di discutere e migliorare gli atti dell’amministrazione. Romano ha inoltre evidenziato alcune criticità del provvedimento, tra cui l’assenza di risorse per il Piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche, i ritardi negli assegni di cura destinati alle persone con disabilità grave e la mancanza di misure di sostegno contro il caro energia e a favore delle famiglie più fragili.

«Si approva una manovra di 15 milioni di euro senza che dalla maggioranza arrivi mai un solo intervento in consiglio comunale capace di spiegare in quale direzione si sta portando la città», questo l’affondo di Romano. 
La tensione si è estesa anche ai lavori dell’Aula. L’intera minoranza ha infatti deciso di non partecipare alla seduta, denunciando il ripetersi dei ritardi nell’avvio del Consiglio comunale rispetto all’orario di convocazione. Secondo i gruppi di opposizione, si tratterebbe di una prassi consolidata che mortifica il ruolo dell’assemblea civica e compromette il rispetto delle regole istituzionali.

Per questo motivo le forze di minoranza hanno annunciato l’intenzione di presentare ricorso al Tar per chiedere l’accertamento dell’illegittimità della seduta e l’eventuale nullità degli atti approvati. Una contestazione che apre un ulteriore fronte di scontro con la maggioranza, all’indomani dell’approvazione di uno dei principali provvedimenti finanziari dell’anno.