06 Agosto 2026 - 10:13:48
di Marianna Galeota
«Le indagini condotte dalle forze dell’ordine hanno portato alla luce prove inconfutabili della matrice dolosa, come il ritrovamento di un innesco a forma di croce bruciata sul terreno nella zona di Ceracittu. Non è e non pare un semplice incidente estivo dovuto alla siccità o alla fatalità naturale ma siamo di fronte a un vero e proprio atto delinquenziale mirato a distruggere il patrimonio ambientale e non solo».
E’ il duro commento dell’assessore alla Ricostruzione privata Roberto Tinari che mette in evidenza con rammarico «la matrice dolosa» dell’incendio partito ormai 16 giorni fa da Prato Lonaro a Lucoli e che non ha dato tregua al territorio aquilano, estendendosi anche sul versante di Roio e Bagno, minacciando aree boscose e centri abitati.
Tinari non fa sconti a quelli che definisce «criminali» «da isolare con fermezza e decisione», rispettando invece chi lotta.
«La ripresa del fuoco a qualche chilometro di distanza ne è valida conferma – aggiunge – Per questo rispetto per chi lotta e isolare con fermezza e decisione i criminali. Accanto alla macchina istituzionale dei soccorsi e di persone che hanno lavorato a 40 gradi giorno e notte c’è un’altra forza che merita di essere celebrata con profonda ammirazione quella di sempre ed è quella della cittadinanza. Per questo un grazie particolare e speciale va alle tantissime persone della nostra comunità che sono venute spontaneamente sul posto. Io li ho visti. Cittadini comuni che si sono presentati davanti ai soccorritori stanchi e coperti di cenere a portare un caffè caldo, una bevanda fresca e qualche parola sincera di incoraggiamento. Sono sicuro che tutti lo avrebbero voluto fare».
«Questo gesto, apparentemente semplice ha un valore immenso, racchiude l’essenza più pura dell’essere aquilani: la solidarietà spontanea, l’accoglienza, la capacità di stringersi gli uni agli altri nei momenti del bisogno – conclude – Quel caffè portato sulla linea del fuoco non è stato solo un ristoro per il corpo, ma benzina per l’anima di chi stava affrontando con fatica l impresa dello spegnimento. A chi ha voluto distruggere le nostre montagne, L’Aquila risponde così: con la forza del lavoro, la fermezza delle istituzioni e il cuore immenso dei suoi cittadini. Grazie a ognuno di voi».
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