07 Agosto 2026 - 18:14:15

di Vanni Biordi

La Regione Abruzzo ha avviato il pagamento degli anticipi della Politica Agricola Comune, spostando la data di erogazione da ottobre ad agosto. La misura, annunciata nei giorni scorsi dal ministro della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, porta liquidità immediata alle aziende agricole del territorio, messe a dura prova da un’estate segnata da caldo record, grandinate e siccità prolungata.

Il vicepresidente della Giunta regionale con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, parla di una richiesta accolta dopo mesi di sollecitazioni. L’anticipazione garantisce una copertura fino al 75% per il primo pilastro della PAC e arriva in un momento in cui centinaia di produttori abruzzesi hanno visto raccolti e continuità aziendale compromessi dagli eventi climatici delle ultime settimane. Imprudente ringrazia il ministro Lollobrigida, il sottosegretario D’Eramo e il direttore generale di AGEA Vitale per lo sblocco delle risorse.

Alla misura si affianca il pagamento degli anticipi legati al Complemento di Sviluppo Rurale, in liquidazione dalla fine di agosto. Secondo la Regione l’obiettivo è dare stabilità economica alle imprese, alle prese con rincari record sui costi di produzione. Fertilizzanti ed energia pesano per circa 200 euro in più ad ettaro rispetto agli anni scorsi, mentre il carburante agricolo continua a salire.

Imprudente chiede anche una stretta sui controlli, per contrastare le speculazioni sui mercati del grano e dell’olio e difendere i prodotti abruzzesi dalla concorrenza di merci low cost e di scarsa qualità.

Quello che preoccupa è quanto tempo servirà perché la liquidità arrivi davvero nelle tasche degli agricoltori, al netto degli annunci. Le anticipazioni PAC vengono presentate ogni anno come una svolta, ma i tempi tecnici di erogazione, tra domande, controlli amministrativi e verifiche AGEA, spesso allungano l’attesa oltre le previsioni. Manca un dato preciso sul numero di aziende che potranno beneficiarne subito e su quelle che dovranno aspettare ancora. La richiesta di maggiori controlli sui mercati, poi, resta per ora un’indicazione politica, senza misure concrete allegate.

Alla fine restano i numeri di un settore che chiede risposte immediate e riceve, per l’ennesima volta, la promessa di una boccata d’ossigeno. Vedremo tra qualche mese, quando le fatture da pagare saranno arrivate comunque, se questa boccata sarà bastata per dare respiro al comparto.