08 Agosto 2026 - 11:28:12

di Marianna Galeota

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha partecipato ieri a Charleroi agli appuntamenti commemorativi organizzati in occasione del settantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle, nella quale l’8 agosto 1956 persero la vita 262 minatori, tra cui 136 italiani e 60 abruzzesi.

La delegazione della Regione Abruzzo, con il gonfalone regionale, è arrivata nel pomeriggio alla Grand-Place di Marcinelle, dove il presidente ha deposto i fiori al Monumento internazionale alle Vittime del Lavoro.

Successivamente il presidente Marsilio si è recato al sito del Bois du Cazier, luogo simbolo della tragedia mineraria, dove, prima della cerimonia eucaristica, è stata inaugurata e svelata la targa commemorativa della Regione Abruzzo dedicata ai minatori abruzzesi caduti nel disastro.

«Grazie per la vostra presenza, per la sensibilità e per il lavoro che fate nel coltivare la memoria dei nostri cari, dei nostri caduti, ai quali saremo sempre vicini – ha dichiarato Marsilio al momento dello svelamento della targa –. Questa targa vuole significare esattamente questo: rendere eterna la nostra gratitudine, la nostra solidarietà, il nostro dolore e la nostra partecipazione davanti a questa immane catastrofe».

Al termine della cerimonia al Bois du Cazier, Marsilio ha preso parte, presso l’Hotel Van der Valk di Charleroi, al convegno “Marcinelle 1956-2026, l’Europa del lavoro, dei popoli e della dignità”. All’iniziativa sono intervenuti, tra gli altri, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro del Lavoro Marina Calderone, la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, l’ambasciatrice d’Italia presso il Regno del Belgio Federica Favi, il presidente del CNEL Renato Brunetta.

«Come presidente del Gruppo ECR al Comitato europeo delle Regioni – ha affermato Marsilio – considero questa iniziativa pienamente coerente con il nostro impegno per un’Europa fondata sul lavoro, sui popoli e sulla dignità. Il riconoscimento dell’8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro sarebbe un segnale forte e necessario».

«Marcinelle non è soltanto una tragedia italiana o belga: è una ferita europea – ha aggiunto il presidente della Regione Abruzzo –. Per l’Abruzzo, Regione che mi onoro di presiedere, questa ricorrenza ha un valore particolarmente profondo: tra i 136 italiani che persero la vita nel disastro di Marcinelle, 60 erano abruzzesi, uomini partiti dai nostri paesi per cercare lavoro e costruire un futuro migliore. Una speranza spezzata in modo tragico, che oggi abbiamo il dovere di ricordare e onorare. A loro, alle loro famiglie e a tutte le comunità italiane all’estero dobbiamo memoria, gratitudine e rispetto».

«L’Abruzzo non dimentica i suoi figli – ha concluso Marsilio – e continuerà a onorarne il sacrificio. Marcinelle ci ricorda che il lavoro non può mai essere separato dalla sicurezza, dalla dignità e dal rispetto della persona».

«In occasione del settantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle, che l’8 agosto 1956 costò la vita a 262 lavoratori di diverse nazionalità, tra cui 136 italiani, rivolgiamo un pensiero commosso alle vittime e alle loro famiglie. È una pagina dolorosa della nostra storia che continua a parlare alle coscienze di tutti noi».

Così Vincenzo D’Incecco, coordinatore regionale della Lega.

«Per la nostra regione il ricordo di Marcinelle assume un significato ancora più profondo. Tra le vittime italiane vi erano infatti 60 minatori abruzzesi, 22 originari di Manoppello, città martire che ha pagato il tributo più pesante. Ricordare Marcinelle significa rinnovare il profondo debito di riconoscenza nei confronti dei nostri connazionali e rendere omaggio alla grande storia dell’emigrazione italiana. Il loro sacrificio e il loro esempio impone a tutti noi la responsabilità di fare della sicurezza sul lavoro una priorità assoluta. Il ricordo delle vittime di Marcinelle deve tradursi ogni giorno in una cultura della prevenzione e della responsabilità. Nel settantesimo anniversario della tragedia – conclude D’Incecco – il pensiero va alle vittime, ai loro familiari e a tutte le comunità che, in Italia e in Abruzzo, continuano a custodire e tramandare quella memoria».

«A settant’anni dalla tragedia di Marcinelle, il nostro primo pensiero va alle 262 vittime, ai 136 italiani che persero la vita nel Bois du Cazier, ai 60 abruzzesi e alle loro famiglie. Una ferita che appartiene alla storia d’Italia e che in Abruzzo continua a essere profondamente viva».

Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Guido Quintino Liris.

«Ricordare Marcinelle significa ricordare ciò che siamo stati. Siamo stati una terra di emigrazione, una terra dalla quale migliaia di uomini e donne sono partiti perché costretti a cercare lontano da casa il lavoro, la dignità e la possibilità di costruire un futuro per le proprie famiglie. Quegli italiani continuarono ad amare la propria Patria forse ancora più intensamente proprio perché costretti a viverla da lontano. Con il loro lavoro, i loro sacrifici e, troppo spesso, con la loro stessa vita, contribuirono alla crescita e alla ricostruzione dell’Italia. Per questo Marcinelle non può essere soltanto una commemorazione. È una pagina della nostra identità nazionale e ci ricorda il valore assoluto della dignità del lavoro e della sicurezza di chi lavora. Assume oggi un significato ancora più forte il riconoscimento dell’8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime sul lavoro e per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Un risultato per il quale la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso orgoglio, sottolineando come una tragedia che ha segnato così profondamente la storia italiana diventi patrimonio della memoria dell’intera Europa. È un riconoscimento che rende giustizia al sacrificio di quei lavoratori e riafferma, a livello europeo, il valore della sicurezza e della dignità del lavoro», aggiunge Liris.

«Da allora sono stati compiuti enormi progressi e l’Italia ha costruito un sistema di norme e tutele sulla sicurezza nei luoghi di lavoro tra i più avanzati. Ma ogni vita ancora perduta sul lavoro ci dice che non possiamo considerarci mai arrivati e che la sicurezza deve rimanere una priorità dello Stato e delle istituzioni. Un pensiero particolare va oggi a Manoppello, comunità che pagò un prezzo altissimo alla tragedia di Marcinelle e che ha trasformato quel dolore in memoria collettiva. È anche per questo che, insieme al collega Etelwardo Sigismondi, ho voluto sottoscrivere il disegno di legge per dichiarare monumento nazionale la Piazza Caduti di Marcinelle e la Cappella delle Vittime di Marcinelle di Manoppello. Un riconoscimento che vuole consegnare definitivamente alla memoria nazionale il sacrificio di quegli uomini e, attraverso di loro, di tutti gli italiani caduti mentre cercavano nel lavoro una vita migliore. Alle famiglie delle vittime, ai loro discendenti e a tutte le comunità abruzzesi segnate da quella tragedia va oggi il mio abbraccio e quello di un Abruzzo che non dimentica i propri figli», conclude il senatore.

«Nel ricordo della tragedia di Marcinelle rendiamo omaggio ai 262 minatori che l’8 agosto 1956 persero la vita nella miniera di Bois du Cazier, simbolo del sacrificio e della dignità del lavoro. Tra loro c’erano tanti italiani e tanti abruzzesi, partiti con la speranza di costruire un futuro migliore per le proprie famiglie e diventati il volto di un’emigrazione fatta di coraggio, fatica e rinunce», lo dichiara il presidente della I Commissione Affari Costituzionali della Camera, Nazario Pagano, segretario regionale di Fi Abruzzo.

«L’Abruzzo pagò a Marcinelle un tributo altissimo. Per questo quella tragedia appartiene in modo particolare alla memoria della nostra comunità, ma rappresenta un patrimonio di coscienza per l’intero Paese. Ricordare quei lavoratori significa rinnovare l’impegno a difendere la sicurezza sul lavoro, la dignità della persona e il valore di chi, con il proprio sacrificio, ha contribuito alla crescita dell’Italia. La memoria di Marcinelle continui a parlare soprattutto alle nuove generazioni, perché nessun lavoro può mai costare una vita».