09 Agosto 2026 - 11:10:29
di Tommaso Cotellessa
Il caro carburanti torna a pesare sul sistema produttivo abruzzese e lancia un nuovo allarme per le micro, piccole e medie imprese, chiamate a sostenere costi di mobilità spesso indispensabili per poter svolgere la propria attività.
Secondo le stime dell’Ufficio Studi della CGIA, nel 2026 la spesa per benzina e gasolio in Abruzzo potrebbe raggiungere 2,037 miliardi di euro, contro gli 1,685 miliardi del 2025. Si tratta di un incremento di 352 milioni di euro, pari al 20,9%, con un aggravio medio di circa 29,4 milioni di euro al mese.
Numeri che, secondo il presidente di Confartigianato L’Aquila Angelo Taffo, non possono essere sottovalutati.
«Dietro questi 352 milioni di euro ci sono imprese che vedono aumentare i costi per lavorare, produrre, consegnare e raggiungere clienti e cantieri – sottolinea Taffo – Per molte piccole imprese il carburante non è una spesa comprimibile: è uno strumento di lavoro».
A essere maggiormente esposto è soprattutto il tessuto produttivo della provincia dell’Aquila, caratterizzato da un territorio esteso e da numerose attività che richiedono spostamenti quotidiani. Edilizia, impiantistica, autoriparazione, manutenzione, trasporti, servizi e commercio sono tra i settori maggiormente interessati dall’aumento dei costi.
«Se aumenta il carburante, aumenta il costo di ogni intervento, di ogni trasporto, di ogni servizio – evidenzia il presidente di Confartigianato L’Aquila – Quando l’impresa non riesce a trasferire questi aumenti sul prezzo finale, è il suo margine che viene eroso. Alla lunga significa meno investimenti, meno assunzioni e minore competitività».
Per Confartigianato L’Aquila la questione non può essere affrontata esclusivamente a livello nazionale. L’associazione chiede un intervento coordinato a livello europeo, soprattutto a sostegno delle imprese di minori dimensioni.
«L’Europa deve fare la sua parte – afferma Taffo – Di fronte a uno shock energetico che sta colpendo famiglie e imprese servono strumenti europei straordinari e interventi che arrivino realmente al sistema delle micro e piccole imprese».
La transizione energetica, secondo l’associazione, resta necessaria, ma deve essere accompagnata da misure che ne rendano sostenibili i costi per il sistema produttivo. Da qui la richiesta di utilizzare pienamente gli strumenti europei disponibili e di costruire un piano straordinario per la competitività delle piccole imprese maggiormente esposte ai costi energetici e di trasporto.
L’attenzione si sposta quindi sul Governo. Confartigianato L’Aquila chiede di proseguire nell’azione di contenimento dei prezzi e di rafforzare le misure rivolte alle attività maggiormente penalizzate.
A livello nazionale, la CGIA stima che il maggior costo dei carburanti possa arrivare nel 2026 a circa 13,6 miliardi di euro, oltre 1,1 miliardi al mese in più rispetto all’anno precedente.
«Servono interventi immediati ma anche strutturali – sostiene Taffo – Non possiamo vivere di provvedimenti tampone ogni volta che arriva una nuova emergenza. Il nostro sistema produttivo ha bisogno di certezze e di condizioni che permettano alle imprese di programmare».
Confartigianato L’Aquila sollecita inoltre la Regione Abruzzo ad aprire un confronto con le associazioni di categoria per individuare possibili misure di sostegno alle imprese più esposte al caro carburanti.
La proposta è quella di istituire una cabina di regia regionale capace di monitorare l’impatto dell’aumento dei costi energetici e di individuare risorse e strumenti destinati soprattutto alle attività maggiormente penalizzate.
«La Regione deve essere protagonista – aggiunge Taffo – Abbiamo bisogno di una cabina di regia regionale che monitori l’impatto dell’aumento dei costi energetici sulle nostre imprese e individui risorse e strumenti per sostenere soprattutto le attività più esposte».
Nel quadro delineato da Confartigianato, anche le amministrazioni comunali possono contribuire a ridurre il peso dei costi sulle attività produttive. L’associazione richiama in particolare la necessità di semplificare le procedure, ridurre gli oneri che gravano sulle imprese e intervenire sulla mobilità urbana.
«Anche le amministrazioni comunali possono e devono fare la loro parte – conclude Taffo – Non chiediamo assistenzialismo, chiediamo di mettere le imprese nelle condizioni di poter competere».
L’obiettivo, sottolinea il presidente di Confartigianato L’Aquila, è evitare che l’aumento dei costi finisca per frenare investimenti e occupazione.
«La crisi dei carburanti non può essere scaricata sulle imprese e sulle famiglie. È arrivato il momento di una risposta corale: Europa, Governo, Regione e Comuni devono lavorare insieme. Difendere le imprese significa difendere il lavoro, i territori e il futuro delle nostre comunità».
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