11 Agosto 2026 - 17:43:41
di Vanni Biordi
A Castel di Sangro la conoscenza della natura passa anche dai serpenti. Una sala polifunzionale gremita ha accolto la presentazione della Guida ai serpenti autoctoni d’Abruzzo, il nuovo volume di Maurizio D’Amico, realizzato con la collaborazione della Provincia dell’Aquila e pubblicato da CARSA Editore.
L’incontro ha riunito cittadini, appassionati, studiosi ed esperti, segno di un interesse crescente verso la biodiversità regionale. Un interesse che spesso si concentra sugli animali più conosciuti, dall’orso marsicano al camoscio d’Abruzzo, e lascia in secondo piano specie meno amate e più difficili da comprendere.
È proprio qui che la guida prova a intervenire. I serpenti vengono ancora associati facilmente al pericolo, anche quando non rappresentano una minaccia per l’uomo. La paura nasce spesso dalla scarsa conoscenza e può trasformarsi in comportamenti dannosi per gli animali e per gli ecosistemi nei quali vivono.
Tra le specie raccontate nel volume c’è anche la Vipera dell’Orsini, una presenza di particolare valore naturalistico per l’Abruzzo. Conoscere dove vivono questi animali, quali caratteristiche possiedono e quale ruolo svolgono negli ambienti naturali significa avere strumenti più corretti per affrontare anche eventuali incontri durante escursioni e attività all’aperto.
Il progetto è nato proprio a Castel di Sangro, dopo un incontro tra D’Amico e il sindaco Angelo Caruso. Da quella conversazione è arrivata la collaborazione con la Provincia dell’Aquila e con CARSA Editore. L’obiettivo è stato costruire un testo scientificamente rigoroso, ma accessibile anche a chi non possiede una preparazione specialistica.
Alla presentazione Caruso, insieme all’assessore comunale Enia Acconcia, ha sottolineato il valore della divulgazione come strumento di tutela della biodiversità. Il punto è concreto. Non si protegge quello che non si conosce e non si può chiedere alle persone di rispettare un animale se lo si continua a descrivere soltanto attraverso paura e diffidenza.
La parte forse più importante del progetto arriverà ora fuori dalla sala. Le copie della guida saranno infatti donate agli istituti scolastici della provincia dell’Aquila. È una scelta che sposta il libro dal semplice ambito della divulgazione scientifica a quello della formazione.
Portare queste conoscenze nelle scuole può essere più utile di molte campagne generiche sull’ambiente. I ragazzi possono imparare a riconoscere le specie, comprendere il loro ruolo e soprattutto distinguere un rischio reale da una paura alimentata da racconti e convinzioni tramandate.
Perché la tutela della biodiversità comincia spesso da un gesto molto semplice, guardare prima di giudicare. In una regione che ha fatto della natura una parte della propria identità, anche i serpenti meritano di uscire dall’angolo oscuro nel quale sono stati confinati per troppo tempo. La guida di D’Amico prova a farlo con la ricerca, ma il passaggio decisivo sarà capire cosa resterà di quelle pagine quando arriveranno sui banchi delle scuole.
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