13 Agosto 2026 - 11:09:38

di Vanni Biordi

È stata inaugurata nella Sala conferenze della Casa Famiglia di San Gregorio, all’Aquila, la mostra “PresepeFiore” di Enrico Pulsoni, un’opera nata nel 2004 e oggi tornata nel territorio aquilano dopo un lungo percorso espositivo in alcune importanti sedi italiane.

L’iniziativa è stata presentata dall’arcivescovo dell’Aquila, monsignor Antonio D’Angelo, ed è stata organizzata da Romeo Pulsoni in collaborazione con il Comune dell’Aquila.

All’inaugurazione erano presenti anche l’assessore alle Politiche sociali Manuela Tursini e gli storici dell’arte Giuseppe Appella e Antonello Tolve.

La scelta della Casa Famiglia come luogo dell’esposizione non è soltanto una soluzione logistica. Per l’amministrazione comunale rappresenta un modo per mettere in relazione arte, comunità e territorio. «PresepeFiore restituisce all’arte la sua funzione più autentica, interpretando, interrogando e offrendo nuove chiavi di lettura del nostro tempo», ha sottolineato Tursini.

L’opera, realizzata in terra bianca e rossa, ha un diametro di tre metri ed è collocata su un piano rialzato di ottanta centimetri. Non è un presepe tradizionale, ma una grande composizione scultorea nella quale la Natività diventa un intreccio di simboli, figure e richiami alla rinascita. Il progetto nacque su richiesta di Giuseppe Appella nell’ambito del Progetto di Presepi di scultori, con l’obiettivo di presentare l’opera a Matera nel Natale del 2005. Da allora “PresepeFiore” ha attraversato diverse città e luoghi di cultura: Roma, Orvieto, Piacenza, Longiano e Spoleto, dove è stato esposto nel 2025.

«Ho chiamato quest’opera così, e per l’esattezza è quasi una margherita, perché ho ragionato sul concetto di “percorsi”, di “camminamenti” – spiega l’artista Enrico Pulsoni -. I sedici petali che compongono questo presepe sono diverse superfici per arrivare ad una colonna centrale dove si concentrano tante figure, tante idee relative al presepe che vanno poi a culminare nell’immagina della Sacra Famiglia».

Nel catalogo dedicato all’opera, Appella ne aveva evidenziato la capacità di trasformare il linguaggio tradizionale del presepe attraverso una ricerca scultorea fatta di forme, materia e simboli. Fiori, uomini, animali, elementi della natura e riferimenti alla Natività compongono una rappresentazione nella quale la nascita di Cristo viene letta come momento di rinnovamento e di speranza. “PresepeFiore” proviene dal Museo Internazionale del Presepe “Vanni Scheiwiller” di Castronuovo Sant’Andrea e arriva ora a San Gregorio in un contesto particolarmente significativo: uno spazio dedicato alla vita della comunità e alla cura delle persone.

La mostra sarà accompagnata anche da alcune iniziative rivolte ai visitatori e ai più giovani. Il 29 e 30 agosto Cristina Ferrauto presenterà alcuni suoi lavori e proporrà laboratori sulla lavorazione del legno destinati ai bambini della comunità. Il programma prevede inoltre, il 3 settembre, una conversazione dedicata a un’altra opera di Pulsoni, “Mortis Humana Via”, con la partecipazione dell’arcivescovo Antonio D’Angelo, del professor Fabrizio Pompei e di Romeo Pulsoni.

L’esposizione diventa così anche un’occasione per riportare al centro il rapporto tra arte e vita quotidiana. Una scultura inserita in un luogo dove la cultura può incontrare direttamente una comunità. È proprio in questo incontro che “PresepeFiore” trova oggi una nuova chiave di lettura.