17 Agosto 2026 - 16:37:27
di Angelo Liberatore
Il distretto di Corte d’Appello dell’Aquila è secondo in Italia per peso percentuale, sul totale dell’attività in ambito civile, dei fascicoli che riguardano immigrazione e protezione internazionale.
Nel 2025 il dato si attesta al 25%, con Trieste (prima in questa specifica graduatoria) che arriva invece al 32%.
Le prime due posizioni sono praticamente cristallizzate dal 2022: anche allora L’Aquila era seconda con Trieste prima.
Diverse erano però le percentuali: nel Capoluogo d’Abruzzo si arrivava al 12% mentre la città giuliana alzava l’asticella fino al 17%.
La traduzione: nell’ultimo triennio, stando ai numeri, c’è stata una vera e propria esplosione dei fascicoli giudiziali a tema immigrazione.
Una questione che riguarda praticamente tutta Italia, senza distinzione.
Per dare un orizzonte abbastanza compiuto, basta però prendere proprio i dati del distretto aquilano di Corte d’Appello: dai 616 procedimenti a tema immigrazione e protezione internazionale si è passati ai 1350 del 2025.
Quindi, una cifra ben oltre il raddoppio.
Ma a fronte di questo aumento, c’è invece un dato che (nello stesso ambito) è sceso quasi a picco.
I fascicoli definiti nel distretto della Corte d’Appello dell’Aquila, che sono passati dai 540 del 2022 ai 288 del 2025.
Segno tangibile che, in materia di immigrazione e protezione internazionale, gli uffici giudiziari non riescono a stare dietro alla mole di lavoro.
La chiave di volta per provare a invertire la tendenza l’ha messa sul tavolo il Consiglio superiore della magistratura nelle linee guida venute fuori dall’ultimo plenum.
Le parole d’ordine sono “personale” ed “aumento degli organici”: non resta altro da vedere se il ministero recepirà o meno le sollecitazioni del Csm.
Numeri alla mano, una questione che interessa molto da vicino l’Abruzzo.
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