19 Agosto 2026 - 16:38:59

di Vanni Biordi

La stagione irrigua 2026 nella Piana del Fucino si avvia alla conclusione, ma il Consorzio di Bonifica Ovest guarda già alla prossima estate. Dopo le settimane più delicate, l’ente ha chiesto ai Comuni firmatari del Protocollo d’Intesa di valutare la revoca del fermo irriguo per l’ultimo fine settimana, alla luce del miglioramento delle condizioni climatiche e dei livelli raggiunti dai canali.

Il presidente del Consorzio, Giancarlo Annibale Di Pasquale, ringrazia sindaci, organizzazioni agricole e personale tecnico per la collaborazione nella gestione della stagione. Ma nel suo intervento individua soprattutto un problema che, secondo il Consorzio, si ripete ormai con regolarità. Per il terzo anno consecutivo, la fase più critica si è concentrata tra il 20 luglio e il 10 agosto, quando la domanda di acqua per le coltivazioni raggiunge il livello massimo.

Secondo Di Pasquale, le strutture oggi disponibili non sono sufficienti a coprire interamente il fabbisogno proprio durante queste settimane. Il presidente distingue il problema della capacità degli impianti da quello della gestione. La macchina organizzativa, sostiene, ha lavorato a pieno regime, ma le attuali strutture del Consorzio non consentono di rispondere completamente ai picchi di richiesta. Da qui la richiesta alla Regione Abruzzo.

Il Consorzio sostiene di avere già predisposto idee progettuali e progetti in attesa di finanziamento e chiede un sostegno per trasformarli in opere concrete. L’obiettivo indicato è aumentare la capacità del sistema irriguo e rendere il territorio agricolo del Fucino meno esposto alle difficoltà che si presentano durante il periodo di maggiore consumo. Il nodo, dunque, non riguarda soltanto la conclusione della stagione in corso. La vera questione è capire se le criticità che si ripetono ogni estate possano essere affrontate con interventi strutturali, evitando che il sistema debba affidarsi ogni volta a limitazioni e accordi per superare le settimane più difficili.

Il Consorzio sottolinea inoltre il ruolo degli agricoltori che hanno rispettato i giorni di fermo irriguo, contribuendo alla gestione della risorsa nei momenti di maggiore pressione. Ora il monitoraggio dei livelli idrici proseguirà fino alla conclusione della stagione. Sullo sfondo resta però la richiesta alla Regione: finanziare le opere necessarie per aumentare la disponibilità e la capacità della rete. Per capire quanto sia grande realmente il problema serviranno però numeri più precisi, tipo quanta acqua manca nei giorni di picco, quanti ettari vengono interessati dalle limitazioni e quali sono costi e tempi dei progetti già presentati. Sono questi i dati che permetteranno di misurare la distanza tra l’attuale sistema irriguo e le vere esigenze dell’agricoltura fucense.