21 Agosto 2026 - 11:48:26

di Tommaso Cotellessa

L’Abruzzo vive giorni di forte apprensione a causa della grave emergenza incendi che sta interessando il territorio regionale. Il monte Morrone continua a bruciare da giorni, alimentando la preoccupazione dei residenti e dell’intera regione, che segue con attenzione l’evolversi della situazione.

A intervenire sul tema è il presidente di Uncem Abruzzo, Berardinetti, che innanzitutto rivolge un ringraziamento a tutte le persone impegnate nelle operazioni di spegnimento.

«Il nostro primo pensiero e il nostro ringraziamento vanno a chi sta lavorando sul campo», dichiara. «Spegnere un incendio è un lavoro arduo e difficile. Queste operazioni hanno purtroppo una difficile operatività in assenza di fasce tagliafuoco, di viabilità forestale e di rimboschimenti diradati».

Secondo Berardinetti, l’emergenza incendi deve essere affrontata anche intervenendo sulle condizioni che rendono i boschi maggiormente vulnerabili. «In Abruzzo la superficie boschiva sale al 44% del territorio», spiega il presidente Uncem Abruzzo. «Oggi le foreste si espandono a causa del clima più caldo e per il forte disinteresse verso il bosco da parte delle amministrazioni. La popolazione montana tende a diminuire sempre più. Le normative e la sovrapposizione burocratica impediscono troppo spesso la creazione di difese preventive e l’apertura di strade forestali».

Da qui la proposta di avviare un piano straordinario per la gestione attiva e preventiva del patrimonio boschivo regionale. Berardinetti chiede in particolare la creazione di un tavolo permanente dotato di una cabina di regia, prendendo come modello l’esperienza maturata nella gestione della ricostruzione post-sisma.

«Proponiamo la creazione di un tavolo permanente con una cabina di regia, seguendo il modello collaudato della ricostruzione del terremoto», sottolinea. «La rete fra gli enti rappresenta la chiave di volta. La Regione deve agire da capofila e coinvolgere tutte le realtà territoriali, compresa l’Uncem».

Per il presidente Uncem, però, la prevenzione deve proseguire anche una volta spente le fiamme. Occorre infatti individuare rapidamente gli interventi da realizzare nelle aree percorse dal fuoco e programmare le attività di rimboschimento.

«Vanno individuati immediatamente gli interventi post-incendio e le aree da rimboschire», afferma Berardinetti, ricordando come «il bosco non torna da solo», come dimostrerebbero anche i precedenti incendi che hanno interessato il Morrone nel 2017 e nel 2020.

«La vera lotta agli incendi si fa a fiamme spente attraverso la selvicoltura», conclude. «La gestione attiva garantisce più biodiversità, favorisce una maggiore accessibilità per la prevenzione e riduce drasticamente i costi di spegnimento».