21 Agosto 2026 - 11:34:22

di Vanni Biordi

La Perdonanza non è soltanto un rito che si ripete: è una memoria che passa di mano in mano e, ogni anno, trova volti nuovi capaci di raccontarne il significato.

È questo il senso della cerimonia di passaggio di consegne tra i protagonisti del Corteo della Bolla 2025 e quelli della 732ª edizione, in programma nella Sala Conferenze di Palazzo Margherita.

Laura Sette, Dama della Bolla dell’edizione precedente, passa il testimone a Marianna Colantoni; Alessandro Sette, Giovin Signore 2025, lascia il ruolo a Gianluca Nappo; Arianna De Santis, Dama della Croce, consegna invece il simbolo a Sofia Leocata.

La cerimonia rappresenta così un passaggio concreto tra due edizioni, ma soprattutto la continuità di una tradizione che lega la storia della città al messaggio di Celestino V.

I tre nuovi protagonisti arrivano alla 732ª Perdonanza con percorsi differenti, ma accomunati dall’idea di rendere quel messaggio comprensibile anche attraverso linguaggi contemporanei. Gianluca Nappo, creator aquilano conosciuto sui social come “I’m Giappo”, porterà nel Corteo la capacità del racconto digitale di raggiungere soprattutto le generazioni più giovani.

Marianna Colantoni, fondatrice di Taste Abruzzo, interpreterà invece il legame con il territorio, attraverso la promozione delle sue tradizioni, dei prodotti, dei luoghi e delle comunità. Sofia Leocata, fondatrice di Aquilartes e interprete LIS, rappresenterà infine il tema dell’accessibilità e della possibilità di comunicare la Perdonanza anche attraverso la lingua dei segni.

Tre esperienze diverse, dunque, per un unico messaggio: pace, apertura, riconciliazione e perdono. È proprio questa la chiave scelta per l’edizione 2026: non cambiare il significato della tradizione, ma trovare nuovi modi per portarlo oltre i confini della città e raggiungere pubblici diversi.

La scelta assume un significato particolare nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura. La Perdonanza diventa così anche uno spazio nel quale la città prova a raccontare la propria identità senza rinunciare alla contemporaneità.

Il passaggio di consegne segna, in definitiva, un momento simbolico: chi ha rappresentato la Perdonanza nel 2025 lascia il posto a chi ne custodirà il messaggio nel 2026. Non una semplice sostituzione di ruoli, ma un nuovo anello di una catena lunga quasi otto secoli, nella quale ogni generazione è chiamata a dare al messaggio di Celestino un modo nuovo per parlare al presente.