27 Agosto 2026 - 10:26:25

di Martina Colabianchi

«Custode ideale della Cassa della Bolla di Celestino V». È Errico Centofanti, a cui il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha consegnato il riconoscimento della “Quarta Chiave”.

Il riconoscimento fa riferimento alla fondamentale opera di rivitalizzazione della Perdonanza celestiniana, voluta dal sindaco Tullio De Rubeis e progettata e realizzata da Centofanti.

La cerimonia si è svolta nell’ambito della 732esima Perdonanza e all’interno dell’anno di Capitale italiana della Cultura per l’impegno posto in essere da Centofanti, con Peppino Giampaola e Luciano Fabiani, nella creazione nella nostra città di un teatro pubblico, il Teatro Stabile dell’Aquila (oggi d’Abruzzo).

Per comprendere il ruolo di “custode ideale” della memoria e delle tradizioni della città di Centofanti, occorre tornare indietro al 1984 quando la Giunta dell’epoca, presieduta dal sindaco Tullio De Rubeis, al termine di un processo di riacquisizione della Bolla fino ad allora custodita dal Museo nazionale d’Abruzzo presso il Forte Spagnolo, deliberò di custodire il prezioso documento nella cappella della torre civica e stabilì che le quattro chiavi originali della sua porta blindata venissero affidate in custodia al primo cittadino, al vice sindaco, all’assessore anziano e, appunto, a Centofanti al quale già all’epoca veniva riconosciuto il merito di «principale collaboratore della Municipalità nell’opera di rivitalizzazione della Perdonanza Celestiniana».

Oggi, richiamando al ruolo di De Rubeis e Centofanti e a quella delibera – la n.1063 del 31 maggio del 1984 – in cui, tra le altre cose, sono state definite le norme di utilizzazione e custodia della Bolla, la Municipalità rinnova e rafforza il riconoscimento nei confronti del giornalista e scrittore, tra le altre cose tra i fondatori del Teatro stabile.

«L’Aquila e la Perdonanza devono molto a Errico Centofanti – ha commentato il sindaco, Pierluigi Biondi – l’evoluzione contemporanea di quella complessa macchina cerimoniale richiamata dagli amministratori del 1984, nonché la sua traduzione e interpretazione in chiave moderna sono indissolubilmente legate al suo eccezionale impegno intellettuale, storiografico e organizzativo».

«Dal 1983 in qualità di ideatore e primo soprintendente della manifestazione, carica che ha ricoperto fino al 1992 -, ha ricordato il primo cittadino -, Centofanti ha guidato con rigore scientifico e lungimiranza artistica lo straordinario processo di riprogettazione del cerimoniale laico della festa, codificando l’attuale struttura del corteo della Bolla. Un contributo fondamentale che ha impresso una svolta decisiva a beneficio dell’intera comunità aquilana, traducendosi in una vera e propria opera di rivitalizzazione della Perdonanza Celestiniana in grado di coniugare mirabilmente il recupero filologico delle radici storiche con i moderni linguaggi della cultura, della partecipazione civica e della pace».

Ringraziando il sindaco Biondi e l’intera Municipalità per l’onore riservatogli «in riconoscimento del contributo creativo a suo tempo espresso per la rinascita dell’originario ruolo civile nella Perdonanza, intesa quale espressione dell’universale aspirazione alla pace», Centofanti ha pronunciato parole di gratitudine anche per il sindaco Tullio de Rubeis, che scelse di affidargli quella responsabilità, per il successore Enzo Lombardi, che ne sostenne pienamente l’ulteriore corso, e per l’apparato del Comune, sempre costante nella sua fondamentale quanto intelligente operatività.

Dopo aver ricostruito le tappe del multisecolare impegno della Municipalità per la custodia e la protezione dell’unico esemplare esistente della Bolla di San Pietro Celestino, cioè della pergamena istitutiva della Perdonanza, Centofanti ha rivolto un appello al sindaco Pierluigi Biondi affinché voglia promuovere il ripristino dell’antica tradizione, interrotta nell’ultimo trentennio, riguardante l’affidamento agli ufficiali del Comune dell’ostensione pubblica della Bolla.

Centofanti ha ringraziato per la presenza alla cerimonia le componenti dell’allora gabinetto del sindaco, Liliana Del Giudice, prima Dama della Bolla della Perdonanza moderna, i familiari di Gianpaolo De Rubeis, figlio di Tullio, recentemente scomparso, oltre a numerosi intellettuali e amici che a partire dagli anni Ottanta hanno contribuito alla restituzione della Bolla e del senso profondo della Perdonanza alla collettività.