27 Agosto 2026 - 11:08:43
di Martina Colabianchi
È notizia delle scorse ore la proclamazione dello stato di agitazione da parte dei lavoratori Tecnocall dell’Aquila, che contestualmente hanno avviato le procedure di raffreddamento e conciliazione.
La vertenza nasce dall’imminente scadenza della commessa relativa al servizio a tutele graduali (STG) di Hera, fissata al 31 marzo 2027, nella quale sono coinvolti 59 lavoratori.
La vertenza Tecnocall è approdata tra l’altro anche in III Commissione consiliare al Comune nelle scorse settimane, dove è stato affrontato il futuro occupazionale del call center di Monticchio dopo l’annuncio dell’azienda di avviare una procedura di licenziamento collettivo.
Ma ora, i consiglieri comunali d’opposizione Stefania Pezzopane e Paolo Romano sollecitano la convocazione urgente di un’altra seduta della commissione, così come richiesto anche dalle organizzazioni sindacali e come la commissione si era impegnata a fare nella precedente riunione. «A distanza di quasi un mese dalla prima audizione, riteniamo non più rinviabile dare seguito a quell’impegno. Sollecitiamo ora anche con un appello pubblico», scrivono in una nota.
«Siamo di fronte a una vertenza che può avere conseguenze pesantissime sul tessuto occupazionale e sociale della nostra città. Ad oggi – sottolineano Pezzopane e Romano – non vi sono garanzie sufficienti sull’applicazione della clausola sociale prevista dal CCNL delle Telecomunicazioni, che rappresenta uno strumento fondamentale per assicurare la continuità occupazionale e reddituale del personale».
Secondo la consigliera ed il consigliere del centrosinistra, «il rischio prospettato è quello di un progressivo azzeramento della presenza occupazionale di Tecnocall sul territorio aquilano, fino all’eventualità di una procedura di licenziamento collettivo qualora non venga individuato un piano commerciale alternativo alla commessa in scadenza. È dunque necessario che tutte le istituzioni facciano la propria parte, ciascuna per le proprie competenze».
«La Terza Commissione – proseguono Pezzopane e Romano – deve diventare immediatamente il luogo del confronto tra istituzioni, organizzazioni sindacali, azienda e committenza. Per questo riteniamo indispensabile la presenza di Hera Comm: chi affida e gestisce servizi che coinvolgono lavoratrici non può essere estraneo alla discussione sulle conseguenze occupazionali delle proprie scelte. Occorre verificare tutte le possibilità per garantire la continuità del lavoro e salvaguardare integralmente il bacino occupazionale aquilano».
«Non possiamo limitarci ad attendere che la scadenza della commessa arrivi. Servono da subito un monitoraggio costante della situazione, un confronto istituzionale e un piano industriale e commerciale che dia prospettive concrete alle lavoratrici ed ai lavoratori. Il lavoro non può essere considerato una variabile residuale».
«Ci auguriamo – concludono Pezzopane e Romano – che la Terza Commissione venga convocata senza ulteriori indugi, come richiesto dalle organizzazioni sindacali e come ci si era impegnate a fare. La Perdonanza è anche questo: preoccuparsi di chi, in questi giorni, è spaesato e logorato e non sa quale sarà il futuro che lo attende. Significa non lasciare sole le persone e le famiglie che vivono l’incertezza del lavoro e dimostrare, concretamente, che la comunità aquilana sa stare accanto a chi chiede di poter continuare a lavorare e a costruire qui il proprio futuro».
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