30 Agosto 2026 - 15:53:03

di Vanni Biordi

Cinquant’anni di ricerca artistica arrivano a un primo momento di sintesi a Palazzo Benedetti.

Si è tenuto nel cortile di Palazzo Benedetti, a L’Aquila, il finissage di “Con le mani sporche di terra ti ho baciata”, prima sezione della Mostra Antologica dedicata a Lea Contestabile.

Durante la serata è stato presentato anche il catalogo del progetto. L’appuntamento chiude la prima tappa di un percorso che non si limita a raccogliere opere del passato, ma prova a metterle in relazione tra loro. La mostra, curata da Mariano Cipollini, propone circa 50 opere, tante quante sono gli anni di attività artistica di Lea Contestabile.

La scelta non segue una successione cronologica ma lavori realizzati in periodi diversi che dialogano attraverso temi, forme e materiali. Arazzi, tappeti, terrecotte, mosaici e installazioni costruiscono un percorso nel quale la materia diventa anche uno strumento per parlare di memoria, appartenenza e territorio. È questo uno degli aspetti centrali della ricerca di Lea Contestabile, utilizzare materiali e tecniche diverse per raccontare esperienze personali e collettive.

Il progetto assume un significato particolare anche per la città. La mostra è infatti inserita nel programma de L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 ed è sostenuta e promossa dal Comune dell’Aquila.

Palazzo Benedetti, riaperto alla città proprio nell’ambito della programmazione culturale, diventa così uno degli spazi attraverso cui raccontare una parte della storia artistica contemporanea legata al territorio. La serata non è stata quindi soltanto l’occasione per salutare un’esposizione. La presentazione del catalogo ha consentito di lasciare una traccia documentale di questa prima sezione e di accompagnare il progetto antologico, che proseguirà nel corso del 2026 con altre sezioni e in diverse sedi.

Sono curioso di capire come le prossime sezioni riusciranno a completare il racconto di una ricerca lunga mezzo secolo.