16 Settembre 2026 - 08:00:24
di Redazione
Quelle che la nostra città sta vivendo sono ore di dolore, riflessione e silenzio. Un dolore che non ci lascia indenni, ma ci interroga e ci mette profondamente in discussione.
La morte di un giovane, soprattutto quando sopraggiunge improvvisa, appare assurda e incomprensibile. È un dolore indicibile, che scuote una famiglia e travolge un’intera comunità. Di fronte a una tragedia simile, ogni parola rischia di essere inadeguata. Per questo non vogliamo aggiungerne altre a ciò che non può essere raccontato fino in fondo.
Su una cosa, tuttavia, non possiamo restare in silenzio: abbiamo commesso un errore e abbiamo il dovere di riconoscerlo pubblicamente, assumendocene fino in fondo la responsabilità.
Quanto accaduto ci ricorda che una fonte, anche quando appare pienamente attendibile, non è sufficiente. Davanti a notizie tanto gravi e delicate non basta essere sicuri: occorre avere la certezza dei fatti. La tempestività non può mai prevalere sul rigore della verifica, né sul rispetto dovuto alle persone coinvolte.
Per questo chiediamo sinceramente scusa, innanzitutto alla famiglia del giovane, ai suoi affetti e a quanti sono stati ulteriormente feriti dalla nostra pubblicazione. Chiediamo scusa anche ai nostri lettori, con i quali abbiamo costruito un rapporto fondato sulla fiducia e nei confronti dei quali, in questa circostanza, non siamo stati all’altezza della responsabilità che ci è affidata.
Il giornalismo locale è chiamato a raccontare non soltanto i fatti, ma anche le persone e le comunità che quei fatti attraversano. La speculazione sul dolore non ci appartiene e non è mai stata nostra intenzione venir meno ai principi di professionalità, rispetto e delicatezza che guidano quotidianamente il nostro lavoro. Ma le intenzioni, da sole, non bastano: contano le azioni e le loro conseguenze.
Non siamo indifferenti a ciò che raccontiamo. Proprio per questo, nell’ora più buia per un’intera comunità, sentiamo il dovere di rompere il silenzio, riconoscere il nostro errore e rinnovare il nostro impegno.
Faremo tesoro di quanto accaduto, rafforzando ulteriormente le procedure di verifica affinché un errore simile non si ripeta. Continueremo a raccontare questo territorio con la professionalità, la dignità, l’attenzione e la sensibilità che merita, consapevoli che la fiducia non si può pretendere: si conquista ogni giorno, anche attraverso il coraggio di ammettere i propri sbagli.
Ci stringiamo alla famiglia del giovane Ruggero.
La Direzione, la Redazione.
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