23 Settembre 2026 - 10:07:35

di Redazione

È entrato nel vivo con le prime due giornate, lunedì 21 e martedì 22 settembre, il laboratorio di video partecipativo “La telecamera come strumento di racconto”, promosso dall’Istituto Cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica” ETS nell’ambito del progetto “Riparte – L’Aquila Ovest”.

Il laboratorio, ospitato presso l’alloggio comunale di Cese di Preturo, propone ai ragazzi un’esperienza diretta nel mondo dell’audiovisivo, mettendo al centro la telecamera non soltanto come strumento tecnico, ma come mezzo per comunicare, esprimere il proprio punto di vista e costruire insieme un racconto.

A guidare i partecipanti è il videomaker Davide Sabatini, che nelle prime due giornate ha iniziato a fornire le basi tecniche e teoriche del linguaggio audiovisivo, lasciando però ampio spazio alla creatività e alla partecipazione del gruppo.

«Quello che è l’obiettivo di questa attività è provare a utilizzare uno strumento diverso per comunicare qualsiasi cosa – spiega Sabatini –. La cosa bella di laboratori come questo è che non si parte già con dei concetti, dei paletti. È un laboratorio di video partecipativo, nel senso che si partecipa anche proprio alla realizzazione di quello che si vuole fare».

Il percorso prevede infatti una prima fase di preparazione tecnica e teorica, alla quale seguirà una dimensione fortemente creativa e partecipativa.

«C’è una preparazione su una base tecnica e teorica – aggiunge il videomaker – però poi è tutto brainstorming, è tutto quello che nasce dal gruppo che si crea, utile per riuscire a creare qualcosa, a creare un racconto di qualsiasi tipo».

Un processo aperto, dunque, nel quale saranno gli stessi partecipanti, attraverso le loro idee e le loro storie, a contribuire alla costruzione del prodotto finale.

«Essendo un laboratorio, un progetto che nasce dal momento in cui ci si incontra la prima volta, non sappiamo dove andremo a finire – sottolinea Sabatini –. L’idea è quella di provare a mettere insieme tutte quante le piccole storie che si cercano di raccontare e provare a costruirci qualcosa sopra».

A sottolineare il valore dell’iniziativa è l’Assessore alle Politiche Sociali Manuela Tursini, che definisce quello del laboratorio il secondo appuntamento del progetto “Riparte”.

«Oggi abbiamo un professionista, un videomaker che spiegherà ai ragazzi tutto il mondo del cinema e le tecniche anche del regista – afferma Tursini –. Entrerà in un mondo che è molto vicino ai giovani e anche a quello virtuale, un mondo vissuto pienamente dai ragazzi».

Per l’assessore, l’esperienza rappresenta anche un’opportunità per acquisire maggiore consapevolezza nell’utilizzo degli strumenti digitali e audiovisivi: «È un’occasione per capire come interagire con questo mondo, come farne parte, quindi darà anche delle tecniche educative per poter dialogare con questi strumenti virtuali».

Il percorso mantiene, allo stesso tempo, una forte impronta cinematografica: «In generale l’impronta è proprio quella del cinema, a 360 gradi. È sicuramente una giornata interessante, perché anche questo è un progetto molto ambizioso che richiama i ragazzi della periferia ovest».

Al primo appuntamento erano presenti anche consiglieri comunali Laura Cococcetta e Guglielmo Santella, insieme al presidente provinciale ACLI Mario Centi e al presidente regionale Giuseppe Placidi.

Il laboratorio di video partecipativo proseguirà con le successive attività previste dal progetto,  venerdì 2 ottobre alle ore 10 al centro sociale e culturale di Collemare e Poggio Santa Maria e si concluderà sabato 3 ottobre alle ore 10 al centro culturale di Casaline, accompagnando i partecipanti dalla conoscenza delle tecniche di ripresa alla costruzione di un vero e proprio racconto audiovisivo collettivo.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio “Riparte L’Aquila Ovest”, progetto ideato dalle ACLI e sostenuto dal Comune dell’Aquila, Assessorato alle Politiche Sociali,  che porta nelle aree periferiche della città occasioni di cultura, sport, creatività, inclusione e socialità.

Dalla telecamera al racconto, dunque, per dare ai più giovani la possibilità di essere non soltanto spettatori, ma protagonisti della narrazione.