20 Ottobre 2026 - 16:37:21

di Martina Colabianchi

Non ci sarebbe ancora un’idea progettuale su come riqualificare la zona di San Gregorio.

È quanto emerso dall’ultima seduta della commissione di Vigilanza del Comune dell’Aquila, sede in cui le opposizioni hanno interrogato la maggioranza sul tema.

L’aggiudicazione dei lavori di riqualificazione e manutenzione straordinaria delle case Erp della frazione aquilana non ha infatti spento le polemiche politiche sulla gestione dei fondi.

Il consigliere comunale di L’Aquila Nuova Paolo Romano evidenzia, infatti, come l’affidamento di questa singola tranche rischi di mascherare l’assenza di una programmazione a lungo termine.

«L’Aquila sta diventando una società a due velocità, con pesi e misure diversi tra centro, quartieri e frazioni – dichiara Romano -. È politicamente inaccettabile che il diritto a vivere in un territorio curato e sicuro non valga per tutti; l’ultimo incidente mortale occorso qualche giorno fa a Preturo dovrebbe spingere qualunque istituzione a concentrare ogni sforzo possibile sulla sicurezza stradale eliminando almeno i pericoli derivanti da mancate manutenzioni e scarse illuminazioni».

«San Gregorio racconta questo fallimento al pari di tante altre frazioni, ma con l’aggravante di avere a disposizione decine di milioni di euro fermi in un cassetto delle Opere Pubbliche. Da anni porto in commissione anche le condizioni delle case popolari e le richieste dei residenti della frazione. Le criticità sono note, ma manca una direzione politica capace di trasformarle in risultati. I 2 milioni di euro del bando periferie del 2016, con un ritardo vergognoso, hanno prodotto nelle scorse settimane solo la demolizione di parte di una palazzina delle case popolari, senza avere chiaro cosa fare successivamente per una riqualificazione tangibile dell’area. La ratio del bando delle periferie del 2016, su cui aveva lavorato l’amministrazione Cialente, beneficiava di una chiarezza di azioni per la ricostruzione del tessuto sociale che oggi non riescono neanche a capire, figuriamoci ad attuare».

«A questi fondi – prosegue – si aggiungono i 15 milioni per la ricostruzione pubblica: nelle delibere finora approvate quel plafond doveva servire per restituire dignità e servizi a San Gregorio. L’unica cosa prodotta invece è una semplice aggiudicazione di una parte di quelle risorse tramite l’accordo quadro da circa 5 milioni che pone un problema politico e amministrativo: suddividere gli interventi in stralci senza rendere riconoscibile un progetto complessivo rischia di anteporre l’affidamento dei lavori alla qualità della trasformazione urbana. L’amministrazione comunale dovrebbe prima spiegare che idea di frazione intende perseguire, con quali priorità e in quali tempi».

«Invece continua a prendere arbitrariamente strade senza sbocchi fattuali, mentre gli abitanti chiedono di spazi pubblici vivibili, pulizia, sicurezza e dignità abitativa. San Gregorio merita di veder impiegati i fondi assegnati due lustri fa con un progetto unitario, tempi verificabili e un confronto vero con i residenti. Il resto – conclude il consigliere – è propaganda elettorale».