30 Ottobre 2026 - 15:46:51

di Martina Colabianchi

Fa discutere la prospettiva di riorganizzazione dell’Inps in Abruzzo che prevede la concentrazione delle attività relative alle prestazioni pensionistiche e previdenziali dei dipendenti pubblici nella sede di Pescara.

Secondo quanto spiegato in una recente riunione ospitata dalla Direzione Regionale Abruzzo, la nuova struttura sarebbe chiamata a gestire le attività di prodotto relative ai pensionati pubblici, nonché le ulteriori attività ad esse collegate. Ma l’avvio del nuovo assetto, previsto a regime dal 1° marzo del 2027, preoccupa il personale delle sedi interessate e all’interno della Fp Cgil Abruzzo e Molise.

Tra le principali criticità il sindacato evidenzia, in primo luogo, «il rischio che la concentrazione delle attività presso un’unica sede possa determinare una significativa riduzione, se non la perdita, di importanti presìdi professionali sui territori, con il conseguente ulteriore indebolimento di realtà che già presentano condizioni di svantaggio», si legge in una nota del segretario generale Luca Fusari.

«Un ulteriore elemento di attenzione – prosegue – riguarda il personale delle sedi che, a seguito della riorganizzazione, non sarebbe più impegnato nella lavorazione di tali prodotti. Oltre al rischio di dispersione delle conoscenze, delle competenze e delle professionalità maturate nel tempo, che costituiscono un patrimonio prezioso per l’Istituto, riteniamo indispensabile che vengano definiti con chiarezza i futuri percorsi organizzativi e professionali dei lavoratori interessati».

Alla luce della portata dell’intervento prospettato, il sindacato ritiene inoltre necessario che il confronto possa avvenire sulla base di dati oggettivi e documentati relativi alla produzione e ai carichi di lavoro di tutte le sedi coinvolte, nonché attraverso la presentazione complessiva del progetto di riorganizzazione, delle sue modalità attuative e delle relative ricadute sul personale e sui territori.

Per queste ragioni, Fp Cgil ha chiesto la convocazione di un tavolo di confronto con tutte le Organizzazioni Sindacali, al fine di approfondire nel merito la proposta di riorganizzazione, valutarne attentamente le conseguenze e acquisire tutti gli elementi necessari prima dell’avvio del nuovo assetto.

«Riteniamo che un intervento organizzativo di tale rilevanza debba necessariamente essere accompagnato da un confronto preventivo, trasparente e approfondito, capace di coniugare le esigenze organizzative dell’Istituto con la tutela delle professionalità, dei lavoratori e dei presìdi territoriali», conclude Fusari.