02 Novembre 2026 - 12:31:38
di Tommaso Cotellessa
Scontro sulla ripartizione del Fondo sanitario nazionale, con l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, che si schiera apertamente contro la proposta avanzata dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di rimodulare le risorse tra le Regioni. Nel mirino, in particolare, l’ipotesi di modificare i criteri di distribuzione del fondo indistinto a esercizio finanziario ormai quasi concluso.
«Stiamo fronteggiando un assalto alla diligenza assolutamente inaccettabile da parte di alcune Regioni che si sono inventate, alla fine dell’ottobre di quest’anno, quindi a due mesi dalla conclusione dell’esercizio finanziario 2026, un’ipotesi di rimodulazione del fondo indistinto del Fondo sanitario nazionale». Così Bertolaso, intervenendo durante un evento a Palazzo Lombardia.
Secondo l’assessore, la modifica penalizzerebbe soprattutto Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, con una riduzione complessiva delle risorse superiore al mezzo miliardo di euro. «Se prendiamo il Fondo sanitario nazionale e lo ripartiamo pro capite, vediamo che la Lombardia è una delle Regioni più penalizzate», ha affermato, precisando che la proposta, sostenuta da diverse amministrazioni regionali, comporterebbe per la Lombardia un taglio di 227 milioni di euro sull’esercizio finanziario in corso. A questi si aggiungerebbero le riduzioni a carico di Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna.
Bertolaso ha contestato soprattutto i tempi della richiesta, arrivata a pochi mesi dalla chiusura dell’esercizio finanziario, quando le Regioni hanno già assunto impegni di spesa e programmato le proprie attività. «È inaccettabile che si presenti una richiesta del genere a esercizio finanziario quasi concluso, con tutta una serie di adempimenti e di spese che dobbiamo sostenere per arrivare alla fine dell’anno e rispettare gli impegni», ha dichiarato.
L’assessore lombardo ha quindi rivendicato la gestione delle risorse da parte della propria Regione, sottolineando gli impegni già assunti con il privato convenzionato per ridurre le liste d’attesa, con il sistema sanitario regionale per il completamento del Cup e con il personale sanitario, in particolare quello impegnato nei pronto soccorso e nelle reti tempo-dipendenti.
«Non accade da nessuna parte al mondo che alla fine del mese di ottobre qualcuno si inventi un taglio e ci chieda di lasciare sul tavolo circa 230 milioni, esclusa la quota premiale, per quelle che sono le esigenze di altre Regioni», ha aggiunto Bertolaso, secondo cui non sarebbe possibile rinunciare agli impegni già assunti per far fronte alle difficoltà finanziarie di altri territori.
L’assessore ha infine escluso la possibilità di accettare quella che ha definito una situazione di «ipotetico ricatto», ribadendo la volontà della Lombardia di tutelare le risorse necessarie a garantire i servizi sanitari e rispettare gli impegni presi. «Non abbiamo alcuna intenzione di cedere a questa situazione e vedremo alla fine dell’anno che cosa succederà», ha concluso.
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