Abito storico Pescocostanzo (AQ), risoluzione Verrecchia (FDI) per riconoscimento
06 Novembre 2026 - 10:37:03
”Ci sono abiti che si indossano e altri che raccontano. Quello storico
di Pescocostanzo racconta una comunità, le sue mani, le sue tradizioni,
il rapporto tra arte e vita quotidiana. È da questa consapevolezza che
nasce la risoluzione che ho depositato in Consiglio regionale, con
l’obiettivo di avviare un percorso istituzionale per la tutela e la
valorizzazione di quell’abito e del patrimonio culturale che vive
intorno ad esso, verificando anche le condizioni per il riconoscimento
nell’ambito UNESCO”. Lo rende noto Massimo Verrecchia, consigliere
regionale di Fratelli d’Italia. “Vogliamo – spiega – rendere ancora più
viva un’altra nostra preziosa tradizione e capace di essere trasmessa.
L’antico abito di Pescocostanzo non è soltanto la bellezza di ciò che
vediamo: dentro quei tessuti ci sono generazioni di conoscenze, il
lavoro degli artigiani, il tombolo, l’oreficeria, gli ornamenti, le
consuetudini e un modo attraverso il quale una comunità ha rappresentato
per secoli la propria identità – afferma Verrecchia. Un’identità
profonda e radicata, che affonda le sue radici nella straordinaria
cultura costituitasi a Pescocostanzo anche grazie a figure illustri come
Ottavio Colecchi, all’interno di una comunità che non era semplicemente
un paese bensì un’università sui domini capace di creare ricchezza e di
gestire un ampio e complesso ambito territoriale. Il documento propone
di costruire un percorso strutturato, insieme al comune di Pescocostanzo
e ai soggetti istituzionali, scientifici e culturali competenti. Il
primo passo – riferisce – sarà approfondire e documentare questo
patrimonio attraverso una ricerca capace di ricostruire l’origine e
l’evoluzione dell’abito, i materiali e le lavorazioni ma anche il
contesto sociale e culturale nel quale esso è nato e si è tramandato.
Una storia – evidenzia – che possiede anche importanti tracce
documentarie. Tra queste, la matrice per incisione raffigurante il
‘Costume di uomo e di donna del paese di Pescocostanzo’, attribuita a
Giacomo Milani e datata tra il 1794 e il 1799, presente nel catalogo
generale dei Beni Culturali e conservata nel museo archeologico
nazionale di Napoli. Partiamo dalla storia per guardare al futuro –
prosegue Verrecchia – il riconoscimento UNESCO è un iter serio che
richiede ricerca, documentazione, coinvolgimento della comunità e
individuazione dello strumento più appropriato. Con questa risoluzione
vogliamo creare le basi affinché le istituzioni lavorino insieme e si
verifichi concretamente la fattibilità di questo obiettivo. Il progetto
guarda, infatti, oltre il singolo manufatto – rimarca – abbracciando
l’insieme delle conoscenze e delle pratiche che lo hanno generato: dal
merletto a tombolo alla tradizione orafa, dalle tecniche artigianali
alle testimonianze orali. La proposta prevede, inoltre, la
digitalizzazione delle fonti storiche, iniziative con le scuole e le
nuove generazioni, laboratori, mostre, pubblicazioni, itinerari
culturali e attività capaci di legare patrimonio, cultura e promozione
del territorio. Pescocostanzo possiede qualcosa che non si può
riprodurre artificialmente: un’identità autentica. Il nostro compito è
darle forza senza snaturarla, farla conoscere senza trasformarla in
folklore, consegnarla alle nuove generazioni senza interrompere il filo
che la lega a quelle precedenti. È questa la sfida che lanciamo: fare
dell’abito storico di Pescocostanzo non soltanto la memoria di ciò che
siamo stati ma una delle storie attraverso cui raccontare al mondo ciò
che l’Abruzzo è ancora oggi”, conclude Verrecchia.
di Pescocostanzo racconta una comunità, le sue mani, le sue tradizioni,
il rapporto tra arte e vita quotidiana. È da questa consapevolezza che
nasce la risoluzione che ho depositato in Consiglio regionale, con
l’obiettivo di avviare un percorso istituzionale per la tutela e la
valorizzazione di quell’abito e del patrimonio culturale che vive
intorno ad esso, verificando anche le condizioni per il riconoscimento
nell’ambito UNESCO”. Lo rende noto Massimo Verrecchia, consigliere
regionale di Fratelli d’Italia. “Vogliamo – spiega – rendere ancora più
viva un’altra nostra preziosa tradizione e capace di essere trasmessa.
L’antico abito di Pescocostanzo non è soltanto la bellezza di ciò che
vediamo: dentro quei tessuti ci sono generazioni di conoscenze, il
lavoro degli artigiani, il tombolo, l’oreficeria, gli ornamenti, le
consuetudini e un modo attraverso il quale una comunità ha rappresentato
per secoli la propria identità – afferma Verrecchia. Un’identità
profonda e radicata, che affonda le sue radici nella straordinaria
cultura costituitasi a Pescocostanzo anche grazie a figure illustri come
Ottavio Colecchi, all’interno di una comunità che non era semplicemente
un paese bensì un’università sui domini capace di creare ricchezza e di
gestire un ampio e complesso ambito territoriale. Il documento propone
di costruire un percorso strutturato, insieme al comune di Pescocostanzo
e ai soggetti istituzionali, scientifici e culturali competenti. Il
primo passo – riferisce – sarà approfondire e documentare questo
patrimonio attraverso una ricerca capace di ricostruire l’origine e
l’evoluzione dell’abito, i materiali e le lavorazioni ma anche il
contesto sociale e culturale nel quale esso è nato e si è tramandato.
Una storia – evidenzia – che possiede anche importanti tracce
documentarie. Tra queste, la matrice per incisione raffigurante il
‘Costume di uomo e di donna del paese di Pescocostanzo’, attribuita a
Giacomo Milani e datata tra il 1794 e il 1799, presente nel catalogo
generale dei Beni Culturali e conservata nel museo archeologico
nazionale di Napoli. Partiamo dalla storia per guardare al futuro –
prosegue Verrecchia – il riconoscimento UNESCO è un iter serio che
richiede ricerca, documentazione, coinvolgimento della comunità e
individuazione dello strumento più appropriato. Con questa risoluzione
vogliamo creare le basi affinché le istituzioni lavorino insieme e si
verifichi concretamente la fattibilità di questo obiettivo. Il progetto
guarda, infatti, oltre il singolo manufatto – rimarca – abbracciando
l’insieme delle conoscenze e delle pratiche che lo hanno generato: dal
merletto a tombolo alla tradizione orafa, dalle tecniche artigianali
alle testimonianze orali. La proposta prevede, inoltre, la
digitalizzazione delle fonti storiche, iniziative con le scuole e le
nuove generazioni, laboratori, mostre, pubblicazioni, itinerari
culturali e attività capaci di legare patrimonio, cultura e promozione
del territorio. Pescocostanzo possiede qualcosa che non si può
riprodurre artificialmente: un’identità autentica. Il nostro compito è
darle forza senza snaturarla, farla conoscere senza trasformarla in
folklore, consegnarla alle nuove generazioni senza interrompere il filo
che la lega a quelle precedenti. È questa la sfida che lanciamo: fare
dell’abito storico di Pescocostanzo non soltanto la memoria di ciò che
siamo stati ma una delle storie attraverso cui raccontare al mondo ciò
che l’Abruzzo è ancora oggi”, conclude Verrecchia.
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