20 Luglio 2024 - 09:31:43

di Redazione

Le associazioni di categoria e di cittadini aquilani, unite in un’unica voce, scrivono al prefetto Giancarlo Di Vincenzo chiedendo provvedimenti urgenti per l’escalation di casi di violenza e microcriminalità che da troppo tempo ormai interessano il centro storico e le aree limitrofe.

Le associazioni chiedono, nello specifico, “controlli serrati nelle strutture case famiglia e nei Cas e nei banchi dei Compro oro; rimpatri accompagnati immediati per i soggetti ritenuti socialmente pericolosi, un protocollo per un servizio di ordine pubblico misto ‘Operazione strade sicure’, già attuata in altre città italiane, vista la carenza organica generalizzata di forze dell’ordine, per garantire sicurezza pubblica, oltre a debellare definitivamente la delinquenza nel centro storico, un protocollo di ‘controllo di vicinato’ con adeguata segnaletica e progetti reali, con gli enti preposti, di istruzione, educazione e inclusione
che portino a percorsi lavorativi continuativi per gli ospiti delle strutture di accoglienza”.

A firmare la lettera al prefetto, Mamme per L’aquila, Confcommercio, Cna, Conflavoro, Conflavoro turismo, associazione commercianti via Verdi e corso stretto, L’Aquila città di persone, commercianti di via Patini e di corso Federico II, Antiche dimore aquilane, L’Aquila Young, Asd Paq center l’Aquila.


“In qualità di presidenti di associazioni di categoria e di cittadini aquilani consapevoli che ormai
la situazione della criminalità in centro storico non è più accettabile e sopportabile da chi vi
lavora, da chi vi abita e da chi la frequenta, segnaliamo nuovamente e uniti, il grave problema di
sicurezza che interessa la città
– precisano – La continua escalation di fatti criminosi, ad opera di gruppi di baby gang, risse, rapine, scippi e aggressioni che negli ultimi due anni sono ormai all’ordine del giorno, fino ai gravissimi fatti dell’ultima settimana verificatesi tra il parco del Castello Cinquecentesco e Piazza Regina Margherita di cui è certamente a conoscenza, hanno esasperato gli animi di tutta la
popolazione. ll tessuto economico, colonna portante della vita cittadina, lamenta una drastica riduzione
dell’affluenza e un senso di insicurezza diffuso durante l’espletamento della propria attività , i
residenti stanno andando via, gli avventori preferiscono altri luoghi commerciali prima di
affrontare insicurezze nei parcheggi e nelle strade abbandonate e isolate del centro, donne e
adolescenti sono i più a rischio per episodi di violenza”.

“Questa città trova enormi difficoltà a ricostituirsi e va trattata in maniera completamente diversa
dalle altre, dove i centri storici sono presidiati da attività economiche, professionali e residenti.
Vista la situazione non più tollerabile, a causa delle troppe case famiglia e dei Cas che sono
state autorizzati , non tenendo conto della fragilità sociale di questo territorio ancora in
ginocchio per il sisma 2009 e del poco presidio abitativo che abbiamo in centro”.

“Confidiamo nella sua capacità di intervento, per affrontare questa emergenza, con urgenza,
contestualmente siamo ad informarla che il protrarsi di tale situazione sta mettendo la
popolazione nella condizione di protestare pubblicamente tale disagio, anche attraverso i
canali social, ledendo, purtroppo, ma giustificatamente l’immagine della città che a breve sarà
Capitale della Cultura Italiana. Cultura, infatti, è anche libertà di vivere e lavorare con serenità nei luoghi di appartenenza secondo le leggi vigenti italiane e costituzionali”,
concludono le associazioni.