09 Gennaio 2026 - 09:40:33

di Martina Colabianchi

Il riordino della rete ospedaliera, che razionalizza strutture e unità, non farebbe parte del piano operativo sul contenimento della spesa che la Regione Abruzzo deve consegnare a Roma entro il prossimo 31 gennaio, come prevede l’emendamento alla legge di stabilità nazionale.

Lo denuncia il consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci, che parla di una «imbarazzante e dannosa impasse», in quanto gli atti propedeutici e necessari alla riforma non sono stati ancora tutti perfezionati e dunque il riordino della rete ospedaliera è bloccato.

«In realtà due delle quattro Asl (L’Aquila e Chieti) – spiega Pietrucci – avrebbero le carte in regola, avendo già elaborato correttamente la documentazione richiesta, mentre Pescara e soprattutto Teramo sarebbero in grave ritardo non avendo ancora corrisposto alle indicazioni dell’Agenzia Sanitaria Regionale. Questa discrepanza genera uno stallo per l’intero sistema sanitario abruzzese».

«Sarebbe utile – questo chiedo all’assessore Verì – che le Asl “virtuose” possano procedere con i loro atti aziendali senza dover attendere per le inadempienze altrui e senza inutili lacci burocratici».

«Purtroppo – è triste ricordarlo – a due anni esatti da quando a dicembre 2023 fu approvata e sbandierata dalla Giunta Marsilio la nuova rete ospedaliera, oggi siamo ancora nella totale impasse e lo scoglio è rappresentato dagli atti aziendali che alcune Asl avrebbero da tempo dovuto approvare», continua Pietrucci.

«Un ritardo che si aggiunge alla situazione di vera emergenza quotidiana che i cittadini pagano sulla loro pelle: uno sfascio del sistema sanitario abruzzese che non solo ha peggiorato le prestazioni, ma ha prodotto una voragine di debito sanitario certificato dallo stesso Governo Meloni – tramite il Tavolo di monitoraggio interministeriale di luglio – e quantificato in oltre 126 milioni di euro per il 2025».

«La conseguenza è che ora alle Asl si chiede di risparmiare ancora (cioè di tagliare ulteriormente i servizi) per 150 milioni di euro nel triennio, mentre – conclude il consigliere – la Regione ha tagliato risorse al suo bilancio e i cittadini sono costretti a subire un vergognoso aumento delle tasse con l’addizionale Irpef ai massimi livelli».