10 Gennaio 2026 - 08:10:00
di Redazione
L’Abruzzo chiude il Programma di Sviluppo Rurale FEASR 2014-2022 con un risultato ritenuto storico: nessuna risorsa europea andrà in disimpegno, anzi, la percentuale di utilizzo dei fondi per l’agricoltura è superiore al 100%, attestandosi al 100,12%.
Lo annuncia, in una nota, il vice presidente con delega all’agricoltura, Emanuele Imprudente, in sella da sette anni, per il quale si tratta di «un traguardo che certifica, dati ufficiali alla mano, la piena capacità amministrativa e politica della Regione Abruzzo che si colloca tra le migliori esperienze a livello nazionale nella gestione dei fondi europei».
Insieme ad Imprudente, un ruolo fondamentale lo ha rivestito il direttore del Dipartimento Agricoltura, Elena Sico.
«Questo risultato non nasce per caso e non nasce negli ultimi mesi – dichiara Imprudente -. È il frutto di sette anni di lavoro continuo, di scelte spesso difficili, di responsabilità assunte fino in fondo. Oggi possiamo dirlo con chiarezza: l’Abruzzo non ha perso un solo euro. Quindi, tutte le risorse disponibili sono state utilizzate, trasformando la programmazione europea in investimenti reali sul territorio, a sostegno delle imprese agricole, delle aree interne e dello sviluppo rurale».
«In un Paese dove troppo spesso i fondi europei tornano indietro – prosegue Imprudente – l’Abruzzo dimostra che quando la politica governa e non improvvisa, i risultati arrivano. Qui parlano i fatti, non gli annunci».
Imprudente sottolinea che «sette anni fa abbiamo trovato un sistema complesso e fragile con la nostra regione fanalino di coda in Italia nella capacità di spendere e quindi mettere a disposizione degli agricoltori abruzzesi risorse essenziali e strategiche per il settore. Oggi riconsegniamo un PSR efficace, solido e pienamente attuato. Questo è il nostro modo di fare politica: lavorare, decidere, portare risultati. La chiusura del PSR 2014-2022 rappresenta così un punto di forza per l’Abruzzo e una base credibile per affrontare le nuove sfide della programmazione europea, con un patrimonio di competenze e affidabilità riconosciuto dai numeri e dalla commissione europea», conclude il vice presidente.
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