19 Gennaio 2026 - 10:37:52

di Redazione

Alla festa di Sant’Antonio Abate, a Paganica, si è rinnovato il rito della benedizione e del concorso di bellezza degli animali.

La festa è organizzata dall’ dall’Amministrazione separata dei beni e degli Usi civici (Asbuc) assieme alla Pro Loco.

Una ‘gara non competitiva’ che ha premiato tutti gli animali, dopo la benedizione. 

Con una menzione particolare però per la gallina Zoe, il cane Spritz e il gallo Bancomat, ciascuno per la sua categoria, con il voto dei  tre veterinari Natascia Di Filippo, Rolando Ciambotti e Annamaria Rotellini, rigorosamente volontari, chiamati a valutare bellezza, simpatia, rarità e benessere degli animali radunati fin dal primo mattino nell’aia di Sant’Antonio di Paganica.

Zoe si è aggiudicata il Premio della critica (un agnellone). È una gallina nera, di razza sconosciuta ai suoi proprietari: Emma e Luca, i due fratellini che l’hanno tenuta alternativamente in braccio per ore dopo averla iscritta alla manifestazione. Come animale ‘da reddito’ e non ‘da compagnia’, con qualche incertezza di Asbuc e Pro Loco nel determinarne la categoria. Ma gara e classifica sono solo un pretesto: ci sono premi per tutti, grazie al supporto di 34 attività commerciali della zona.

Tra gli animali da reddito, il primo posto è andato al gallo Bancomat, di Giuseppe Cicino. Davanti all’asina Martina di Secondino Moro e al cavallo Anais di Gloria Pedulla.

Tre cani ad aprire la classifica degli animali d’affezione. Nell’ordine: Spritz, di Marzia Altobelli; Bagheera, di Clara Colaianni; Peppa, di Irene Micarelli. 

Con una menzione e un premio per tutti gli animali, iscritti in tempo, peb 69, tra le due categorie e non, in attesa della premiazione in piazza dopo la processione che ha fatto seguito alla benedizione nell’aia impartita da don Dioniso o già riaccompagnati nelle loro case o stalle.

Una mattinata di festa e condivisione, come da sempre nell’aia di Sant’Antonio. 

«Questi paesi, se gli levi cultura e tradizioni sono spogli. Noi di cultura ne abbiamo tanta e stiamo facendo rivivere la tradizione – commenta il presidente Asbuc Fernando Galletti -. Ogni anno con qualcosa di diverso».

«In questo, abbiamo trovato una forza in più. l’associazione La Fenice», sottolinea Galletti con riferimento agli organizzatori della rinata Sagra del fagiolo di Paganica nel cui programma si è inserita la festa di Sant’Antonio abate.

«È una tradizione antica – continua Galletti – ritrovarsi qui per la benedizione degli animali, senza i quali non si puoi vivere. Una volta non c’era famiglia che non avesse un maiale, un asino o un cavallo. E gli animali continuano ad accompagnarci, non solo per compagnia, perché a cercare la benedizione di Sant’Antonio non sono solo i cani e i loro proprietari. A Paganica ci sono ancora molti allevatori. Un nucleo che è quasi il più grosso dell’Italia centrale».

Si sono ritrovati in tanti nell’aia che è sempre stata un passaggio obbligato per loro e per gli animali, affiancata da un grande abbeveratoio e punto di partenza della monticazione, la transumanza verticale. Assieme a tanti bambini e famiglie, con i ddubott, le castagne, il vino e la cioccolata calda.

«È una manifestazione che cresce e che vede una partecipazione sempre maggiore – commenta Simona Federici, presidente della Pro Loco di Paganica che affianca l’Asbuc nell’organizzazione della manifestazione – L‘anno scorso era un po’ freddo, questa volta ci ha aiutato anche il sole, ed è stata come sempre una festa di popolo».