06 Febbraio 2026 - 11:33:02
di Tommaso Cotellessa
La Federazione degli Ordini degli Ingegneri della Regione Abruzzo, insieme agli Ordini provinciali di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo, interviene con una presa di posizione netta sulle contestazioni avanzate dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) in merito ai bandi di concorso per dirigenti ingegneri pubblicati da ARPA Abruzzo a fine anno.
Al centro della polemica, le osservazioni sindacali che ipotizzano l’annullamento dei bandi per consentire l’accesso anche ad altri profili professionali. Una prospettiva che gli ingegneri giudicano «non accettabile e lesiva della professione», poiché metterebbe in discussione principi fondamentali dell’ordinamento, come l’unicità delle competenze, le responsabilità specifiche e i perimetri professionali definiti per legge.
Secondo la Federazione, le figure richieste nei bandi – in particolare ingegneri ambientali e chimici – non sono profili generici, ma professioni caratterizzate da una formazione scientifica avanzata e multidisciplinare che integra fisica, chimica, meccanica dei fluidi, termodinamica, scienza dei materiali, modellazione dei sistemi complessi, progettazione impiantistica e analisi del rischio. Competenze che, pur nel rispetto delle altre professionalità tecniche e scientifiche, non sono sovrapponibili né equiparabili.
«Non si tratta di una questione sindacale o amministrativa – sottolineano gli Ordini – ma di garantire un’azione pubblica efficace ed efficiente, fondata sulla corretta attribuzione delle responsabilità». La formazione ingegneristica, spiegano, consente non solo l’analisi dei fenomeni ambientali e industriali, ma soprattutto la progettazione, la gestione e l’ottimizzazione di sistemi complessi, con l’assunzione di responsabilità tecniche, giuridiche e deontologiche rilevanti.
La tutela della professione, precisano, non è una difesa corporativa ma una condizione necessaria per assicurare qualità, sicurezza e affidabilità nell’esercizio delle funzioni pubbliche, soprattutto in ambiti sensibili come la tutela ambientale e la salute pubblica, di rango costituzionale. Al tempo stesso, viene ribadito il valore della collaborazione interdisciplinare, che però deve basarsi sul rispetto reciproco delle competenze e non sulla loro “dissoluzione”.
«Ampliare l’accesso ai ruoli prescindendo dalla coerenza tra mansioni e formazione – avvertono – significa indebolire il principio di competenza e compromettere la solidità tecnico-scientifica delle strutture pubbliche». Per questo, concludono gli Ordini, quando un ruolo richiede competenze ingegneristiche deve essere affidato a ingegneri adeguatamente formati, nel rispetto delle valutazioni già effettuate dall’amministrazione.
Il documento è firmato dal presidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri d’Abruzzo, Giovanni Lezzoche, e dai presidenti degli Ordini provinciali Massimo Stanisci (Chieti), Pierluigi De Amicis (L’Aquila), Maurizio Vicaretti (Pescara) e Micaela Forcella (Teramo).
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