28 Agosto 2025 - 20:23:21
di Redazione
Tra emozione, tradizione e storia, il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, ha aperto la Porta Santa della basilica di Santa Maria di Collemaggio.
Un forte messaggio di speranza e di pace a un mondo sventrato dai conflitti che, sul solco tracciato da Celestino V sette secoli fa, parte dall’Aquila e dalla 731^ Perdonanza celestiniana.
Una porta aperta sul perdono che offrirà l’indulgenza a chiunque la attraverserà fino ai vespri di oggi.
«Quello che Papa Francesco chiamava la terza guerra mondiale a pezzi – ha commentato Parolin – sta diventando sempre più crudele come vediamo nei vari scenari. Questo messaggio del perdono come via alla pace credo che rivesta oggi di grandissima attualità e quindi vale la pena di riproporlo, perché la pace nasce prima di tutto da un cuore pacificato, che è un cuore perdonato da Dio e che sa perdonare anche gli altri, che sa dare e ricevere perdono».
«Ho sempre avuto un interesse particolare per la figura di Papa Celestino V e per l’opera da lui svolta, in particolare appunto per l’istituzione di questo momento di perdono e poi per l’attualità di questo messaggio tenendo conto della situazione di conflitto che viviamo nel mondo intero ormai», ha aggiunto. La messa stazionale è stata celebrata ieri da Parolin, dall’arcivescovo metropolita dell’Aquila, mons. Antonio D’Angelo e dal cardinale Giuseppe Petrocchi.
«Anche il Santo Padre Leone XIV si unisce cordialmente alla nostra gioia e all’azione di grazie per questo tempo di grazia che ci è donato, il Giubileo della Speranza, e invoca la benedizione del Signore su ciascuno di voi – ha detto Parolin all’inizio dell’omelia – Saluto con affetto l’Arcivescovo dell’Aquila, Mons. Antonio D’Angelo, e lo ringrazio di cuore per il gentile invito. Oggi, in questa terra ferita e fedele, si apre la Porta Santa di Celestino, che da secoli parla di perdono e di pace, e che ogni anno rinnova l’annuncio della Perdonanza. Questa apertura si inserisce nel cammino del Giubileo, ma ha un tono tutto particolare: qui il segno diventa memoria viva, grido e preghiera, promessa di libertà e misericordia. Ricordiamo però che non è una soglia fisica o architettonica a essere decisiva: la porta del Giubileo è Cristo stesso. È Lui che ci introduce alla salvezza, è Lui che dobbiamo scegliere di attraversare. Solo attraverso di Lui si può entrare nella vita piena e uscire dalle schiavitù».
«Fra poco, come ogni anno, vivremo il rito solenne dell’apertura della porta santa di questa Basilica e questa notte e domani molti di voi la attraverseranno – ha proseguito l’omelia – Attenzione però: il passaggio attraverso questa porta santa non deve essere pensato o usato come un elemento superstizioso o un gesto magico che cambia automaticamente la nostra vita. Non basta passare attraverso la porta, o qualsiasi altra porta santa, per ottenere qualcosa di speciale. Il significato, come abbiamo detto, è molto più profondo: la porta santa è un invito a entrare nel cuore di Gesù, a lasciare che la sua grazia trasformi davvero noi, non un semplice rito esteriore. Auguro a questa Chiesa aquilana di saper passare attraverso Gesù, l’unico che può liberarci dal peccato e condurci alla piena comunione con Dio: questa è la vera realizzazione della vita. Auguro a ciascuno di voi, di cuore, di attraversare ogni giorno, anzi, più volte al giorno, quella porta che è Cristo. Anche la porta di casa, che apriamo e chiudiamo quotidianamente, non dimentichiamolo, può diventare un segno concreto di questo cammino».
Il corteo della Bolla
Il momento clou della Perdonanza è partito nel pomeriggio di oggi alle 16 con il corteo della Bolla che ha preso il via da piazza Palazzo. 1700 i partecipanti, di cui 800 in abiti storici medievali, 600 rappresentanti delle istituzioni e autorità civili e 300 in rappresentanza di associazioni e gruppi che hanno accompagnato il documento redatto da Papa Celestino V nel 1294, con cui venne istituita l’indulgenza plenaria. A partecipare al corteo anche 120 bambini e ragazzi di età dai 4 ai 15 anni e 80 studenti e docenti che hanno partecipato al progetto” A scuola di Perdonanza 2″. Prima della partenza, in piazza Palazzo, il sottosegretario di Stato al ministero delle imprese del made in Italy Fausta Bergamotto in rappresentanza del governo, ha passato in rassegna il picchetto d’onore che si è svolto a piazza Palazzo.
Protagonisti del corteo Laura Sette, dama della bolla, Alessandro Sette, giovin signore e Arianna De Santis dama della Croce, scelti sulla base del tema della Perdonanza di quest’anno che è stato dedicato alle aree interne coinvolte nella Capitale italiana della cultura 2026. Ciascuno dei personaggi ha simboleggiato il valore della cultura come strumento di rinascita e di coesione sociale con le proprie storie personali.
«L’Aquila è pronta per la grande sfida della Capitale della cultura 2026, lo è insieme ai territori che hanno condiviso il percorso di candidatura e la Perdonanza è un momento centrale di questo percorso, soprattutto in questa fase in cui il messaggio di Celestino di pace è quanto mai attuale – ha commentato il sindaco Pierluigi Biondi – Questo è un momento significativo, perché arriva dopo 3 anni di percorso giubilare, a seguito della visita e dell’apertura della Porta santa da parte di Papa Francesco. E’ un anno significativo perché la basilica di Collemaggio è nella bolla di indizione del grande Giubileo della chiesa universale del 2025. Speriamo di poter portare questa esperienza fatta negli anni nella Capitale della cultura».
La Bergamotto ha quindi sottolineato l’importanza e la volontà del governo di essere presente alla Perdonanza: «La presenza del governo è una manifestazione di vicinanza. Io sono aquilana e ci sarei stata comunque per il forte senso di appartenenza al territorio, ma la delega del presidente del Consiglio significa che il governo è vicino ai territori e anche e soprattutto a questo territorio».
Presente al corteo anche l’ex sindaco Massimo Cialente che ha ricordato con emozione la drammatica edizione del 2009. «L’anno del sisma partimmo da piazza Palazzo. C’ero solo io con alcuni cadetti della Guardia di Finanza per motivi di sicurezza. Ho i brividi a ricordare questa cosa. Quando arrivai, le persone piangevano. Ora siamo tornati in piazza Palazzo ed è tornato qui il tripode. Abbiamo passato anni non facili, c’è ancora da fare certo, ma mi sembra che ci sia un bel segnale. Ci sono tutti oggi: la Perdonanza è un miracolo, è la Perdonanza di tutti».
Il corteo è quindi arrivato a Collemaggio, dove dal palco posto davanti alla basilica, il sindaco Biondi ha letto la Bolla del perdono, mentre l’arcivescovo D’Angelo la bolla di indizione del giubileo 2025 di Papa Francesco “Spes non confundit”, prima della messa stazionale. Da ieri pomeriggio, una copia del documento sarà esposta per 24 ore all’interno della Basilica, affinché i fedeli possano leggerne il contenuto. La Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Abruzzo e del Molise ha rilevato, lo scorso anno, infatti, condizioni ambientali non ottimali e la necessità di tradurre la Bolla nel suo luogo di custodia, nel caveau della Banca d’Italia, per non esporla a danneggiamenti.
Alle 18 di domani, sempre nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, si svolgerà la Santa Messa stazionale, presieduta da mons. D’Angelo. Al termine della celebrazione eucaristica ci sarà la lettura e la consegna del Patto di Amicizia tra la Basilica Papale di S. Maria degli Angeli in Porziuncola di Assisi e la Basilica di S. Maria di Collemaggio in L’Aquila da parte del Custode della Basilica francescana Fra Massimo Travascio O.F.M. La liturgia sarà animata dal Coro Diocesano San Massimo con la direzione del maestro Emanuele Castellano.
L’arcivescovo e il sindaco, procederanno quindi alla chiusura della Porta Santa. Ultimato il rito, il primo cittadino proclamerà la chiusura della Perdonanza 2025 e verrà spento il braciere acceso lo scorso 23 agosto con il Fuoco del Morrone. Subito dopo partirà il corteo di rientro della Bolla del Perdono, con il gonfalone della città dell’Aquila, i rappresentanti della municipalità e i gruppi storici che accompagneranno il sindaco, le Dame della Bolla e della Croce e il Giovin Signore dalla Basilica di Collemaggio fino alla sede municipale di palazzo Margherita.
