24 Febbraio 2026 - 11:34:11

di Marianna Galeota

«Chiediamo quali iniziative concrete Comune e Ateneo intendano adottare, in modo coordinato, sul grande tema della ricostruzione, che incide sugli spazi urbani, sulla loro funzionalità, sulla bellezza della città e sulla sua attrattività. Le scelte in questo ambito rappresentano un fattore decisivo di prestigio per il capoluogo, una vera e propria officina di creazione di valore nell’organizzazione del territorio».

Lo scrivono in una nota i consiglieri comunali Gianni Padovani ed Enrico Verini in riferimento alla ricostruzione degli edifici universitari, chiedendo al Comune di assumere un ruolo guida «su una questione strategica per il futuro della città e promuova un tavolo di concertazione per superare l’attuale fase di immobilismo nella ricostruzione delle sedi centrali di Univaq».

«È inoltre opportuno che il sindaco si attivi presso il Governo, su delega dell’Ateneo, per ottenere lo sblocco dei cantieri, evitando il concreto rischio di perdere fondi già disponibili ma non utilizzati, con particolare riferimento a Palazzo Carli, all’ex San Salvatore e al polo di Roio», aggiungono.

Nel maggio 2025 i due consiglieri avevano presentato al sindaco un’interrogazione puntuale e dettagliata sulla mancata ricostruzione dell’ex San Salvatore, «alla quale, ad oggi, – precisano – non è mai giunta risposta da parte dell’amministrazione. In quella stessa occasione avevamo espresso forte preoccupazione per lo stato di abbandono di gran parte degli immobili universitari nel centro storico, tra cui il prestigioso Palazzo Carli, ricevendo, per tutta risposta, un duro attacco da parte dell’Università dell’Aquila».

«Oggi, a distanza di mesi, il rettore Graziosi lancia l’allarme sugli stessi ritardi nella ricostruzione. Non possiamo che prendere atto che quanto da noi denunciato allora venga ora riconosciuto dagli stessi vertici dell’Ateneo. Una soddisfazione, tuttavia, amara, perché nel frattempo lo stallo è proseguito e appare sempre più incomprensibile, soprattutto a tanti anni dal sisma – proseguono – La ricostruzione degli edifici universitari procede con estrema lentezza e, su alcuni plessi fondamentali per la qualità urbana della città, manca persino un quadro chiaro sullo stato dei lavori. Una situazione ancora più preoccupante se si considera il rischio concreto di perdere finanziamenti destinati a opere mai realmente avviate».

«I vertici di Univaq continuano ad attribuire ad altri le responsabilità dei ritardi, ma non risultano iniziative incisive presso gli organi centrali dello Stato per sbloccare una situazione ormai inaccettabile. Intanto, si assumono decisioni discutibili, come lo spostamento dei corsi di Economia nell’area già congestionata e carente di servizi di San Basilio, con possibili ricadute negative sull’attrattività dell’Ateneo – dicono Verini e Padovani – L’Università rappresenta la principale “azienda” della città: è motore di formazione, innovazione e ricerca, e costituisce un pilastro per la valorizzazione economica, culturale e sociale del territorio. Perché possa svolgere pienamente questo ruolo, servono sedi sicure e funzionali, servizi adeguati per gli studenti e un sistema strutturato e continuo di relazioni con le istituzioni locali. È necessaria una governance più attenta al contesto e più determinata nel superare le criticità».

I consiglieri sottolineano che «anche il Comune, però, ha responsabilità evidenti. Sul tema della ricostruzione pubblica il Sindaco continua a non assumere una posizione chiara e, nel caso degli edifici universitari, sarebbe dovuto intervenire da tempo di fronte alle difficoltà dell’Ateneo. Oggi che il Rettore esprime “preoccupazione per la possibile perdita dei fondi”, ribadiamo che i ritardi sono inaccettabili e chiediamo nuovamente al Comune di attivarsi con spirito costruttivo, poiché Univaq, da sola, non sembra in grado di portare a compimento le opere».

«L’amministrazione comunale non ha finora dedicato la necessaria attenzione all’ecosistema universitario, che rappresenta un asset strategico per lo sviluppo economico e sociale della città. La qualità delle relazioni tra Comune e Università incide direttamente sulla qualità della vita urbana sotto molteplici aspetti», concludono.