04 Marzo 2026 - 12:58:45
di Marianna Galeota
«Con l’approvazione della convenzione per la gestione dell’ex Chiesa Teatro San Filippo Neri, si compie finalmente un passaggio formale importante: si chiarisce il quadro giuridico e si restituisce alla città uno spazio culturale strategico, nell’anno di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura».
Lo scrive in una nota il Passo Possibile, con Americo Di Benedetto, il presidente Fabrizio Ciccarelli e i Consiglieri comunali Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimia che chiedono una programmazione nella gestione del teatro San Filippo, prossimo alla riapertura dopo la ricostruzione, che vada avanti negli anni e non si fermi al 2026, coinvolgendo le associazioni che si occupano di formazione artistica.
«Prendiamo atto del lavoro svolto e del risultato raggiunto con la restituzione alla città di uno spazio culturale che rappresenta un fatto positivo e che ora necessita dell’apertura di una fase decisiva: l’assegnazione della gestione», proseguono.
La convenzione prevede, infatti, che il teatro sia concesso in gestione globale al Comune, che potrà gestirlo direttamente o indirettamente per sei anni, con la possibilità di rinnovo e ciò dovrà significare che non dobbiamo pensarlo come un semplice contenitore per gli eventi del 2026, ma con una
programmazione che guardi al lungo periodo.
«Come Passo Possibile abbiamo da sempre denunciato le difficoltà di un centro storico in ripresa, ma privo di una vera strategia pubblica di ricostruzione urbana e sociale; i nodi cruciali che si tenta sistematicamente di rimuovere dal dibattito pubblico, permangono e preoccupano: l’assenza di servizi essenziali a partire dalle scuole e dai parcheggi, le attività che chiudono, le difficoltà a creare occasioni di socialità, gli spazi cittadini che sono poco frequentati nelle ore diurne e i giovani che faticano a trovare luoghi di aggregazione stabile»
Per il Passo Possibile, il Teatro San Filippo «può e deve essere una risposta concreta ai problemi citati, ma per esserlo non dovrà vivere solo di eventi sporadici, perché la città ha bisogno di un teatro che viva anche di giorno, diventando così presidio culturale permanente, spazio di incontro, motore di socialità e di economia diffusa»
«Se, come affermato dal sindaco, la riapertura rappresenta ‘un ulteriore tassello nel percorso di
rinascita culturale e sociale del nostro territorio’, allora la gestione dovrà essere coerente con questa ambizione: radicata, partecipata, capace di fare rete e di proseguire ben oltre il 2026. Auspichiamo, quindi, che il bando per la gestione sia costruito con una visione chiara e coraggiosa, orientata alla qualità progettuale e alla continuità strutturata, valorizzando associazioni e/o raggruppamenti di realtà locali che operano stabilmente nei settori del teatro, dello spettacolo, della danza e della formazione artistica».
Secondo il Passo Possibile, questo «permetterebbe di garantire una programmazione che non si limiti al calendario celebrativo del 2026 e che sia in grado di proseguire anche negli anni successivi, con progetti che vadano oltre “lo spettacolo serale”: laboratori, corsi, prove aperte, residenze artistiche, attività per le scuole e momenti di aggregazione giovanile e intergenerazionale, con iniziative per giovani e famiglie».
«Il Teatro San Filippo, spazio prezioso a misura di comunità, deve essere affidato a chi ha le capacità di trasformarlo in un laboratorio permanente di produzione culturale e non in una semplice location da dare in affitto – conclude il Passo Possibile – Il 2026 deve segnare l’inizio di una nuova stagione, non una semplice parentesi»
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