22 Aprile 2026 - 16:25:26
di Martina Colabianchi
In Abruzzo è emergenza abitativa: a lanciare l’allarme sono l’Uniat (Unione nazionale inquilini ambiente territorio) Abruzzo e il Sunia Abruzzo e Molise, che sottolineano come l’edilizia residenziale pubblica (ERP), che dovrebbe rappresentare il principale strumento di risposta sociale, ad oggi risulta insufficiente e in parte inutilizzato nonostante un patrimonio rilevante.
Secondo i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, gli alloggi Ater disponibili sono 4.500 all’Aquila, 4.330 a Pescara, 2.023 a Lanciano, 854 a Teramo, a cui si aggiungono gli immobili comunali (101 a Teramo e 740 a Pescara).
Proprio in questi giorni è in discussione in Consiglio regionale una riforma delle norme sull’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, e il Sunia lamenta un mancato confronto istituzionale sul tema. «Ancora una volta – si legge in una nota di Giuseppe Oleandro, segretario regionale dell’organizzazione – il Governo regionale dimostra una preoccupante chiusura al confronto, soprattutto nei confronti dei rappresentanti delle fasce sociali più deboli. Un atteggiamento che riteniamo inaccettabile, anche alla luce delle numerose criticità presenti nell’attuale normativa».
«In sede di confronto, infatti, avremmo potuto avanzare proposte concrete di modifica alla legge regionale 96/1996, evidenziando anche profili di possibile incostituzionalità emersi nella sua applicazione. Tra questi, il criterio dell’anzianità di residenza, già più volte oggetto di censura da parte della Corte Costituzionale. Per queste ragioni, il Sunia Abruzzo Molise chiede con forza l’apertura immediata di un confronto pubblico e complessivo sulla riforma dell’edilizia residenziale pubblica, che coinvolga attivamente le organizzazioni sindacali degli inquilini e gli stessi cittadini interessati».
Roberta Polce, presidente Uniat Abruzzo, ha fatto il punto della situazione in regione. «Malgrado le disponibilità di alloggi – spiega – c’è un forte squilibrio tra domanda e offerta pubblica. A subirne le conseguenze sono principalmente gli anziani con pensioni minime che non riescono a sostenere i canoni di mercato, gli studenti che trovano pochi alloggi accessibili nelle città universitarie e le famiglie a basso reddito o con lavoro precario che restano escluse sia dal mercato privato che da quello pubblico. A ciò si aggiunge la mancanza di solidi interventi per l’efficientamento energetico e per l’inclusività abitativa che contribuiscono, in siffatto contesto, ad aggravare un mercato immobiliare privato che non riesce a compensare le carenze del sistema pubblico».
Per quanto riguarda le compravendite di immobili, nel primo semestre del 2025, si è registrata una crescita su base regionale del +4,7% (71 transazioni ogni 10.000 residenti), meno della media nazionale (+9,3%). Ma la crescita è disomogenea nelle quattro province: L’Aquila +16,2%, Chieti +43,5% (+0,9% nei comuni della provincia), Pescara +5,3%, Teramo +17,4%, a conferma di un mercato frammentato e poco inclusivo. La richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa domina il mercato abruzzese delle compravendite, rappresentando oltre il 59-60% delle modalità utilizzate per l’acquisto, dato aggiornato a marzo 2026. L’importo medio richiesto si aggira sui €116.646, con Pescara che registra richieste più elevate (circa €122.000), con tassi medi (TAEG) attorno al 3,3% – 3,4%.
Per quanto riguarda il mercato della locazione, in Abruzzo c’è stata una forte crescita dei canoni, con un aumento stimato attorno al 4-7% nel primo semestre del 2025, con una domanda che supera ampiamente l’offerta, trainata da bilocali/trilocali e dalla presenza universitaria, in particolare a Chieti e Pescara. I prezzi medi ad inizio 2026 superano gli 8€/mq mensili, evidenziando una costante e continua ascesa.
A livello nazionale si sono registrati oltre 1,33 milioni di nuovi contratti di locazione nello scorso anno, con una crescita del 4,4% su base annua. La forte domanda, spesso legata all’impossibilità di acquistare casa, ha causato un aumento dei canoni medi del 5,15%, con picchi superiori nelle grandi città. Si osserva un significativo aumento dei contratti a canone concordato (3+2) e agevolati per studenti (+5,3% annuo) per ovvie ragioni di economicità anche fiscale.
Le dinamiche nazionali, secondo l’Uniat, incidono in modo più marcato in Abruzzo, dove il mercato è meno dinamico e le condizioni sociali sono più fragili. E dove insiste una crisi strutturale legata alla carenza di offerta e di proposte e incentivi fiscali nonché strumenti di garanzia per favorire l’accesso alla casa. Infatti, anche se i dati mostrano apparentemente un quadro che ad oggi sembra sostenere il mercato immobiliare, dall’altro mostrano evidenti criticità e fratture che nel lungo periodo potrebbero condurre ad uno sfruttamento del patrimonio immobiliare a danno delle fasce più deboli.
Nonostante la crescita della domanda di acquisto favorita dall’andamento favorevole dei tassi dei mutui e dal buon rendimento degli affitti brevi, nonostante i prezzi vantaggiosi degli immobili a bassa efficienza energetica, vi sono altri dati che rallentano il mercato quali i costi per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico nonché l’aumento generale dei prezzi.
«È necessario – conclude la presidente Uniat Abruzzo – un cambio di passo con interventi strutturali di recupero e riassegnazione degli alloggi inutilizzati, riqualificazione del patrimonio, fondo regionale stabile per il sostegno all’affitto, incentivi al canone calmierato, immissione sul mercato degli immobili vuoti e definizione di un Piano Casa 2026–2030. Mentre il mercato cresce lentamente, aumenta l’esclusione abitativa. Senza un piano integrato, il diritto alla casa rischia di diventare sempre più selettivo».
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