12 Maggio 2026 - 18:10:27

di Vanni Biordi

Non è casuale che l’istituzione di un presidio stabile della formazione pubblica abbia scelto L’Aquila come sede. A Palazzo Spaventa, in via Andrea Bafile, si inaugura il Polo formativo territoriale della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, il primo articolato sul territorio abruzzese.

La scelta non è simbolica soltanto, è programmatica. Una città che ha attraversato il trauma della ricostruzione post-sismica diventa laboratorio istituzionale per formare i funzionari dello Stato all’altezza delle crisi future.

L’iniziativa nasce dall’intesa tra il Dipartimento della Funzione pubblica, la SNA, la Struttura di Missione Sisma 2009, la Regione Abruzzo, il Comune dell’Aquila e l’Università degli Studi dell’Aquila. Una governance plurale che, almeno nell’intenzione, dovrebbe garantire radicamento territoriale e visione sistemica.

L’inaugurazione ha visto gli interventi del ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, e della presidente SNA, Paola Severino. In apertura hanno preso la parola il sindaco Pierluigi Biondi, il presidente della Regione Marco Marsilio, il prorettore alla didattica Fabrizio Rossi, il coordinatore della Struttura di Missione Mario Fiorentino e il commissario per la ricostruzione del sisma 2016, Guido Castelli.

Il Polo ha la missione di consolidare le competenze amministrative ordinarie e formare il personale della PA, proveniente anche da altre regioni, sulla prevenzione e la gestione delle emergenze. Quest’ultimo aspetto è il più rilevante ma il meno discusso nel dibattito pubblico. Si dovrebbe rimarcare che l’Italia non dispone ancora di un sistema strutturato e continuativo di formazione emergenziale per i funzionari pubblici non appartenenti alla Protezione Civile.

Il Polo SNA dell’Aquila colma un vuoto che, nei sismi del 2009 e del 2016, si è tradotto in ritardi decisionali e inefficienze procedurali documentate dalla Corte dei Conti.

 «L’Aquila avrà la forza, la determinazione, la passione, l’energia per diventare un punto di riferimento importante – ha assicurato il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo – Abbiamo già creato sei hub formativi e stanno funzionando tutti molto bene come quello sulla sanità in Lombardia, quello sull’intelligenza artificiale e sulle nuove tecnologie in Piemonte, quello sull’immigrazione della Puglia, quello sui fondi strutturali in Liguria, quello su diritti, procedure di appalto e transizione digitale in Calabria, quello su sostenibilità e turismo in Umbria».
 

«Ne abbiamo già attivati diversi e stanno funzionando a pieno regime, dando grande soddisfazione e soprattutto contribuendo alla formazione dei dipendenti pubblici», ha concluso il ministro

Formare oggi il personale amministrativo ordinario alla gestione delle crisi non è un lusso, è una misura di prevenzione del danno erariale. Il rischio, però, è quello della frammentazione. L’Italia ha già sperimentato poli formativi periferici che, nell’arco di pochi anni, si sono ridotti a contenitori vuoti per mancanza di fondi strutturali e ricambio dei docenti.

La sostenibilità del Polo aquilano dipenderà dalla capacità di integrare davvero le risorse universitarie locali con quelle nazionali della SNA, evitando la duplicazione di iniziative e la dispersione delle competenze. Resta aperta, infine, la questione della misurazione dell’impatto perché nessun documento pubblico disponibile al momento definisce indicatori di performance per valutare l’efficacia formativa del Polo nel medio periodo. Un’omissione che le istituzioni coinvolte farebbero bene a colmare presto. E bene.