12 Maggio 2026 - 12:23:45
di Marianna Galeota
C’è stata oggi una prima riunione informativa, promossa dall’assessore alla Salute della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, per condividere il quadro della situazione relativa all’Hantavirus e le indicazioni formulate sia dal Ministero della Salute sia dall’Organizzazione mondiale della Sanità.
L’incontro ha visto la partecipazione del direttore del Dipartimento, Camillo Odio, del direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Maurizio Brucchi, del direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Abruzzo-Molise, Nicola D’Alterio, dei direttori generali e sanitari delle Asl, e dei direttori dei laboratori di microbiologia, dei servizi Siesp e delle unità operative di malattie infettive e tropicali delle aziende sanitarie.
«Al momento – spiega l’assessore Verì – non c’è nessun allarme specifico e anche l’Oms ha ritenuto non necessario alcun tipo di restrizioni a viaggi o spostamenti, ma il nostro scopo è farci trovare pronti nella malaugurata ipotesi dovesse verificarsi qualche contagio nella nostra regione».
Nel corso della riunione sono state esaminate le procedure da attuare per la sorveglianza umana del patogeno e la tracciabilità dei viaggiatori individuati quali casi sospetti. Gli infettivologi, microbiologi e igienisti presenti si sono detti concordi nel non sottovalutare il rischio (che rimane molto basso) di introduzione del virus nel nostro Paese, ma si è comunque convenuto di definire una circolare regionale sugli aspetti organizzativi relativi alla sorveglianza epidemiologica umana, alla diagnostica di laboratorio, al tracciamento di eventuali “casi” umani e alle misure di prevenzione e controllo della trasmissione del virus.
Il documento sarà conforme alle linee guida e alle informative del Ministero, che costantemente aggiorna le Regioni sulla situazione globale e sulle misure da attuare. Il laboratorio di Microbiologia dell’ospedale di Pescara, diretto dal dottor Paolo Fazii, e quelli dello Zooprofilattico di Teramo hanno già dato la disponibilità a organizzarsi per garantire una diagnosi tempestiva e sicura degli eventuali casi.
«Torno a ribadire – aggiunge Verì – che si tratta di attività precauzionali, portate avanti anche altre Regioni italiane. In ogni caso l’Abruzzo, già durante la pandemia Covid, ha dimostrato di essere in grado di gestire l’emergenza: in quel periodo, vale la pena ricordarlo, il nostro sistema sanitario ha preso in carico e gestito oltre 700mila positivi, tutti trattati nelle nostre strutture».
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