13 Maggio 2026 - 15:50:37

di Redazione

È staccato ufficialmente nei cantieri della ricostruzione post sisma 2016 il “badge di cantiere“, il nuovo strumento digitale pensato per monitorare in modo trasparente le presenze nei lavori edili, rafforzare la tutela dei lavoratori e prevenire fenomeni di irregolarità e possibili infiltrazioni criminali.

La sperimentazione parte dal cratere del Centro Italia e sarà progressivamente estesa a livello nazionale.

Il provvedimento, presentato nei giorni scorsi dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dalla ministra del Lavoro Marina Calderone e dal commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, entra ora nella fase operativa per i cantieri di maggiori dimensioni. L’applicazione verrà poi estesa gradualmente agli altri interventi nell’arco di tre anni.

Attualmente la ricostruzione privata nel cratere di Centro Italia conta circa 9.500 cantieri aperti tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, mentre oltre 14.500 interventi risultano già conclusi. Le risorse concesse superano i 12,6 miliardi di euro, di cui oltre 7,9 miliardi già liquidati. Sul fronte della ricostruzione pubblica sono invece 3.730 gli interventi finanziati e sbloccati, oltre l’80% dei quali dal 2023.

«Questo giorno segna un significativo salto di qualità, la ricostruzione del sisma 2016 non è soltanto un’opera di ripristino materiale, ma un processo che sta ridefinendo modalità e standard dell’azione pubblica. – afferma Castelli – Il badge di cantiere rappresenta uno dei tasselli più significativi di una strategia più ampia che punta a coniugare innovazione tecnologica, sicurezza e legalità».

Secondo il commissario, il sistema nasce da una collaborazione tra governo, Regioni, Anac, prefetture e parti sociali e rappresenta «un modello concreto e replicabile», capace di dimostrare come anche nelle situazioni più complesse sia possibile costruire «un’amministrazione pubblica di qualità, fondata su trasparenza, responsabilità e collaborazione».