16 Maggio 2026 - 10:59:26
di Vanni Biordi
C’è un paradosso che attraversa la sanità aquilana come una crepa strutturale: la stessa area politica che ha costruito, tollerato e alimentato per anni un sistema di lavoro somministrato all’interno della Asl dell’Aquila, si presenta oggi ai tavoli istituzionali con l’aria di chi scopre il problema per la prima volta.
Lo segnala con toni taglienti la federazione de Il Passo Possibile dell’Aquila, con i consiglieri comunali Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimia, alla vigilia del Consiglio comunale straordinario del 18 maggio 2026.
Il dossier, nella sua sostanza, è noto. Da anni centinaia di lavoratori operano all’interno dei servizi sanitari aquilani attraverso contratti di somministrazione, garantendo continuità assistenziale senza mai godere di quella stessa continuità sul piano contrattuale. Parallelamente, gli idonei nelle graduatorie concorsuali attendono uno scorrimento che non arriva. Il risultato è una frattura sociale che si è allargata progressivamente, in silenzio amministrativo. «La sensazione è che si stia gestendo la crisi esclusivamente sul piano mediatico».
Quello che finora è rimasto fuori dal dibattito pubblico e politico è che la questione non riguarda solo il capoluogo, ma l’intera provincia aquilana, e questo, secondo me, è il dato più rilevante. I sindaci dei Comuni del comprensorio, che della stessa Asl sono bacino di utenza e di lavoro, potrebbero attivare percorsi amministrativi propri per attingere alle graduatorie esistenti, risolvendo fabbisogni locali di personale. Nessuno lo ha fatto. Nessuno è stato chiamato a risponderne.
Questa inerzia collettiva è il vero buco nero della vicenda, ed è politicamente più grave delle inadempienze del singolo ente. Già nel 2023 il consigliere regionale Americo Di Benedetto aveva proposto l’istituzione di una società in house partecipata al 100% dalla Asl aquilana, uno strumento capace, sulla carta, di garantire continuità occupazionale senza alterare gli equilibri di bilancio legati al costo del personale. Non si trattava di fantascienza amministrativa. La stessa Regione Abruzzo utilizza già società in house, Abruzzo Progetti, per attività collegate ai servizi sanitari, incluso il progetto dei facilitatori digitali che ha generato nuove assunzioni.
L’emendamento approvato in Consiglio comunale il 24 marzo 2025 impegnava il Sindaco ad attivarsi in questa direzione. I risultati, ad oggi, sono nelle mani di chi convoca tavoli preparatori alla vigilia dei consigli utili. Il principio del concorso pubblico è sacro e va difeso. Ma la politica non può scaricare sui lavoratori, precari o idonei che siano, il fallimento delle proprie scelte organizzative. Lunedì in aula si vedrà se prevarrà la direzione o il comunicato stampa.
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