19 Maggio 2026 - 18:43:55

di Tommaso Cotellessa

La ricostruzione di una città non è fatta solamente di cantieri che terminano, gru che vengono smantellate e palazzi che tornano alla luce. Il processo di rinascita di un tessuto sociale e dunque dei luoghi di cui quest’ultimo vive e si alimenti necessita di aspirazioni, sogni e prospettive.

A sottolineare proprio questo aspetto è il capogruppo in Consiglio comunale di Avs e consigliere provinciale, Lorenzo Rotellini, che interviene sul cantiere del Quarto Cantone, in procinto di riconsegna.

L’edificio, che rappresenta uno dei luoghi più simbolici del centro storico dell’Aquila e della ricostruzione pubblica della città, si prepara ad essere riconsegnato alla città. Un passaggio tutt’altro che di poco valore, tanto sul piano materiale quanto su quello simbolico. Nel corso degli anni infatti il palazzo, collocato nel pieno centro della città, è divenuto simbolo di una città ancora in attesa di veder compiuto il suo processo di ricostruzione e ancora in tensione rispetto alle future prospettive di rilancio del territorio.

Ora però non sarà di certo un’inaugurazione a cancellare con un colpo di spugna timori e tensioni. È necessario arrivare preparati a questo momento, affinché diventi fucina di nuove opportunità ed occasioni per il tessuto sociale ed economico della città.

Il Quarto Cantone ospita, infatti, al suo interno spazi storici e identitari come l’ex Eden, la Biblioteca provinciale e l’ex Convitto Cotugno ma anche locali commerciali prestigiosi e dall’importante valore per la città.

Dopo la conclusione dei lavori del primo lotto, Rotellini auspica una celere riconsegna del palazzo dal Provveditorato alle Opere Pubbliche alla Provincia dell’Aquila, un passaggio definito «fondamentale per restituire finalmente questi spazi alla città e ai cittadini».

Tuttavia il capogruppo di Avs calca la mano proprio sulle prospettive future che questo luogo dovrà assumere per la città: «è indispensabile aprire subito un confronto concreto tra Provincia e Comune sul futuro utilizzo del complesso. Non possiamo permetterci che spazi così importanti restino chiusi o privi di una visione chiara dopo anni di lavori. L’Eden, in particolare, dovrà tornare a essere un luogo pubblico, aperto, vivo e fruibile, capace di ospitare iniziative culturali, sociali e aggregative per i cittadini e per le nuove generazioni».

Il giovane amministratore auspica inoltre il rapido avvio di un avviso pubblico per la valorizzazione dei due locali commerciali presenti nel complesso. «Credo sia importante – spiega – prevedere criteri che possano favorire anche progetti imprenditoriali portati avanti da giovani aquilani oppure da ragazze e ragazzi che scelgono di investire e costruire il proprio futuro nella nostra città. Sarebbe un segnale importante: trasformare il Quarto Cantone non solo in uno spazio recuperato, ma in un luogo capace di generare nuove opportunità, lavoro, socialità e attrattività per il centro storico».

«Come consigliere provinciale e consigliere comunale, mi impegnerò affinché questo percorso venga seguito con attenzione e determinazione, lavorando per restituire pienamente questi spazi alla comunità e per costruire un progetto che guardi davvero al futuro della città«» assicura e in conclusione invita a monitorare con attenzione gli interventi, ancora al palo, riguardanti la Biblioteca provinciale e l’ex Convitto Cotugno, centrali per il rilancio culturale e sociale del centro storico dell’Aquila.