19 Maggio 2026 - 09:30:16
di Martina Colabianchi
«Dal dibattito emerso nel Consiglio comunale straordinario dell’Aquila dedicato alla vertenza dei lavoratori precari della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila ha confermato una verità che per troppo tempo qualcuno ha tentato di ignorare: il tema della internalizzazione non è più rinviabile e richiede una scelta politica chiara e coraggiosa».
A sostenerlo è Marcello Vivarelli, segretario regionale della Fesica-Confsal Abruzzo, intervenuto nel corso della seduta consiliare convocata per affrontare una situazione che coinvolge oltre centoventi lavoratrici e lavoratori precari impegnati da anni nei servizi della sanità pubblica provinciale. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno sulla vertenza, sintesi tra il testo di maggioranza a prima firma del consigliere Daniele Ferella e quello di opposizione proposto da Paolo Romano, che impegna il sindaco e la Giunta a proseguire il confronto istituzionale con Regione Abruzzo, Asl 1 e parti sociali.
Se la politica cittadina ha lasciato per un momento da parte le polemiche per convergere su una soluzione quanto più condivisa e volta a salvaguardare tutti i lavoratori, Vivarelli sottolinea le mancanze e i ritardi accumulati negli anni.
«Da questo confronto istituzionale – dichiara Vivarelli – si evince con chiarezza che esistono strumenti e percorsi per salvaguardare sia i lavoratori precari sia gli idonei delle graduatorie. Per questo considero grave che qualcuno continui ad alimentare una guerra tra lavoratori, facendo credere ai cittadini che non esistano alternative».
Secondo il segretario regionale della Fesica-Confsal Abruzzo, inoltre, il vero nodo della vicenda riguarda i ritardi accumulati negli anni da chi avrebbe dovuto affrontare il problema quando ancora era possibile programmare stabilizzazioni e soluzioni strutturali senza arrivare all’emergenza attuale.
«Parliamo di persone – prosegue Vivarelli – che da anni garantiscono servizi fondamentali all’interno della Asl 1 e che durante l’emergenza Covid-19 hanno contribuito in maniera decisiva alla tenuta della sanità pubblica, lavorando spesso in condizioni difficilissime, senza alcuna certezza sul proprio futuro. È inaccettabile che oggi si pensi di scaricare il costo di questa situazione proprio su chi ha permesso al sistema di andare avanti».
Vivarelli ricorda poi come la Fesica-Confsal abbia iniziato a denunciare la condizione dei precari già dal 2020, portando negli anni proposte concrete ai tavoli istituzionali, elaborate insieme a giuristi ed esperti del settore.
«In questi anni abbiamo avanzato diverse soluzioni, compresa l’ipotesi della costituzione di una società in house, che nel tempo ha raccolto interesse anche in ambito politico e istituzionale. Purtroppo, però, troppo spesso abbiamo trovato silenzi, rinvii e sottovalutazioni».
Nel suo intervento Vivarelli ha quindi sottolineato anche la necessità di superare definitivamente i tetti di spesa e di incrementare la capacità assunzionale del sistema sanitario regionale, priorità indicata anche dalla Cgil.
«Se davvero si vuole difendere la sanità pubblica – conclude – bisogna smettere di considerare il personale come un costo da comprimere. Servono scelte concrete per salvaguardare occupazione, continuità dei servizi e dignità dei lavoratori. Oggi dal Consiglio comunale è emersa una consapevolezza importante: questa vertenza non può più essere affrontata con propaganda o calcoli elettorali, ma con responsabilità e coraggio istituzionale».
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