21 Maggio 2026 - 09:22:58

di Marianna Galeota

Mobilitazione dei medici di medicina generale, oggi, a Pescara, davanti l’assessorato regionale alla Sanità.

La manifestazione è stata promossa dalla Fimmg Abruzzo ed è stata organizzata insieme a Snami, Fmt, Cisl Medici e Smi per protestare per la mancata intesa sull’Accordo integrativo regionale e altre questioni che nei mesi scorsi hanno portato la Fimmg a proclamare lo stato di agitazione.

All’iniziativa, oltre ai segretari regionali e provinciali delle cinque sigle, parteciperanno medici di medicina generale provenienti da tutto l’Abruzzo.

In una nota, i presidenti degli Ordini dei Medici di Chieti, Lucilla Gagliardi, dell’Aquila, Alessandro Grimaldi, di Pescara, Maria Assunta Ceccagnoli, e di Teramo, Cosimo Napoletano, esprimono «attenzione e vicinanza al disagio manifestato dai medici di medicina generale in occasione della mobilitazione regionale promossa per richiamare l’attenzione sulle criticità della sanità territoriale».

«La posizione degli ordini – dicono – è di ascolto e responsabilità istituzionale: le preoccupazioni della categoria meritano rispetto, ma il confronto deve rimanere ancorato a un obiettivo più ampio, che è quello della tutela del paziente, della qualità dell’assistenza e della sostenibilità del servizio sanitario pubblico. In questo quadro, la medicina generale continua a rappresentare un presidio essenziale di prossimità, soprattutto nei territori più fragili, nelle aree interne e nei contesti in cui il rapporto di fiducia tra medico e assistito costituisce un elemento decisivo del percorso di cura».

Ad esprimere piena solidarietà ai medici, ì il segretario regionale del PD Daniele Marinelli e i consiglieri regionali del Partito Democratico Silvio Paolucci, Antonio Di Marco, Antonio Blasioli, Dino Pepe, Pierpaolo Pietrucci e Sandro Mariani: «Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza ai medici di medicina generale abruzzesi e a tutte le organizzazioni sindacali che hanno promosso la mobilitazione regionale del prossimo 21 maggio davanti alla sede della Regione Abruzzo. La loro protesta riguarda il futuro della sanità pubblica territoriale e il diritto dei cittadini ad avere cure accessibili, vicine ed efficienti».

«Da mesi denunciamo il fallimento della programmazione sanitaria della Giunta Marsilio – lamentano i consiglieri – . Oggi i sindacati della medicina generale certificano ciò che cittadini e operatori vivono ogni giorno: ritardi, assenza di confronto, mancanza di una visione e progressivo smantellamento della sanità di prossimità. Altro che rilancio del territorio: siamo davanti a una politica fatta di tagli, annunci e inaugurazioni senza servizi. Nel Programma Operativo la Regione ha previsto fino a 12 milioni di euro di tagli alla medicina territoriale, mentre mancano centinaia di medici di base e oltre 60 mila cittadini sono già senza medico di famiglia. È il risultato di una gestione fallimentare che rischia concretamente di riportare l’Abruzzo verso il commissariamento della sanità».

I consiglieri regionali PD puntano il dito anche sullo stato di attuazione del PNRR sanitario: «Le Case di Comunità dovevano rappresentare il perno della nuova assistenza territoriale. Invece oggi molte strutture risultano in ritardo, altre vengono inaugurate senza un modello organizzativo definito, senza personale sufficiente e senza una reale integrazione con la medicina generale. Il rischio denunciato dai sindacati è concreto: avere contenitori vuoti mentre nei territori, soprattutto nelle aree interne, si continua a perdere prossimità sanitaria e continuità assistenziale. L’Abruzzo è inoltre tra le regioni con il più alto tasso di rinuncia alle cure. Migliaia di famiglie rinunciano a curarsi per difficoltà economiche, liste d’attesa interminabili e assenza di servizi vicini. È il segno più drammatico del fallimento delle politiche sanitarie regionali e nazionali. Non si può costruire la medicina del territorio contro i medici di famiglia o senza coinvolgere chi ogni giorno garantisce assistenza e prossimità ai cittadini. Servono subito il rinnovo dell’Accordo Integrativo Regionale, investimenti veri sulla medicina generale, il pieno utilizzo delle risorse del PNRR e un piano credibile per salvare la sanità territoriale abruzzese. Continuare così significa aumentare disuguaglianze, mobilità passiva e abbandono sanitario di intere comunità».