21 Maggio 2026 - 10:39:14

di Martina Colabianchi

«Da un lato l’Italia ha conseguito risultati significativi, con un trasferimento di risorse, da parte della Commissione europea, di 153,2 miliardi di euro, pari a circa il 79% della dotazione complessiva del Piano, a fronte di 366 traguardi e obiettivi su 575 considerati raggiunti. Dall’altro lato, l’avanzamento procedurale dei progetti nei territori non si traduce sempre in quello finanziario e materiale degli interventi».

È quanto risulta dal Referto della Corte dei Conti sullo stato di attuazione dei progetti finanziati con risorse Pnrr e Pnc, affidati agli enti territoriali quali soggetti attuatori. 

In questo quadro, l’Abruzzo si specchia perfettamente in questa grande contraddizione italiana: tantissimi piccoli progetti portati a termine, ma i fondi dei grandi interventi restano in gran parte bloccati.

Guardando esclusivamente il numero dei cantieri, l’Abruzzo si posiziona tra le aree geografiche più dinamiche del Centro-Sud: il 53,07% dei progetti (pari a 2.213 interventi) risulta infatti già formalmente concluso. Un dato numerico rilevante, che avvicina la nostra regione a percentuali di regioni del Nord come il Piemonte (55%) o la Lombardia (57%).

Questa enorme mole di interventi conclusi, però, assorbe appena 121,7 milioni di euro: in pratica, si tratta per il 5,23% del totale dei fondi regionali, che si attestano a ben 2,2 miliardi di euro di finanziamenti.

Per lo più, inoltre, la regione ha completato principalmente “micro-progetti”, mentre la maggioranza dei fondi è ancora bloccata nei 1.957 progetti classificati come “in corso” in cui rientrerebbero i progetti più importanti.

Complessivamente, l’avanzamento finanziario reale, cioè i pagamenti effettivamente erogati, è fermo al 34,55%.

Stando a questi dati, per l’Abruzzo vale l’allarme lanciato dalla Corte dei Conti sulle tempistiche relative al completamento degli interventi. «Dal punto di vista finanziario, nonostante i segnali di accelerazione nella fase finale del Piano – si evidenzia nell’analisi -, il livello complessivo dei pagamenti è inferiore alla metà del valore totale degli interventi, richiamando l’attenzione sulla concreta capacità di completamento degli investimenti entro il termine del 30 giugno 2026».