29 Maggio 2026 - 16:16:44
di Martina Colabianchi
Un tavolo permanente di monitoraggio sull’avanzamento dei cantieri del Pnrr e delle grandi opere, per evitare che i fondi europei vadano persi e garantire il rispetto delle scadenze.
È questa la richiesta immediata che il Partito Democratico abruzzese lancia alla Giunta Marsilio, all’indomani della pubblicazione del nuovo aggiornamento del Libro Bianco sulle priorità infrastrutturali dell’Abruzzo.
A farsi portavoce della proposta sono il segretario regionale dem Daniele Marinelli e il responsabile infrastrutture Gianni Cordisco, che commentano i dati emersi dallo studio redatto dalle Camere di Commercio di Chieti-Pescara e del Gran Sasso, con il supporto di Uniontrasporti.
«Il rapporto fotografa in modo lucido le troppe mancanze strutturali non ancora risolte dall’attuale governo regionale di centrodestra, ma al contempo indica con chiarezza la rotta e le straordinarie opportunità che la nostra regione possiede e che rischia di perdere per immobilismo», scrivono in una nota.
L’indagine, che ha coinvolto oltre 350 imprese del territorio, restituisce un’istantanea allarmante sulla qualità dei servizi e delle infrastrutture regionali. Il tallone d’Achille resta la rete ferroviaria: ben il 60,9% delle aziende abruzzesi giudica «scadente o mediocre» il servizio, un dato che stacca nettamente sia la media del Mezzogiorno (52,1%) sia quella nazionale (36,8%).
Il deficit di funzionalità non risparmia i nostri scali marittimi, con il 35,9% di giudizi negativi sui porti contro il 28,4% dell’Italia, e la viabilità minore. Il 34,7% delle imprese boccia le strade secondarie provinciali, denunciando la totale assenza di manutenzione ordinaria e una viabilità interna ormai compromessa.
Ci sono poi le aree interne. L’indice sintetico Green&Smart (sviluppato su parametri di sostenibilità e digitalizzazione) assegna all’Abruzzo un punteggio complessivo di 91,5, ben al di sotto della media nazionale fissata a 100. Ma il dato politico drammatico è la spaccatura interna: se la provincia di Pescara supera la media nazionale (109,6) , le province di Teramo (82,2) e soprattutto L’Aquila (78,9) precipitano in fondo alla classifica. Le aree interne continuano a subire la carenza cronica di collegamenti con la costa e livelli occupazionali deboli, creando un Abruzzo a trazione costiera e un entroterra colpevolmente abbandonato a se stesso.
Si registrano poi forti ritardi nella digitalizzazione e nella connettività (BUL): Il 47,4% delle imprese non ha investito nel digitale negli ultimi tre anni. Tra le motivazioni principali, quasi un’impresa su cinque (18,5%) dichiara esplicitamente che nella propria zona di riferimento manca del tutto l’infrastruttura per la connettività a banda ultralarga. Un fallimento evidente dei piani di cablaggio regionali che isola economicamente le nostre micro-imprese.
Accanto alle denunce, il rapporto ribadisce però il potenziale strategico di una regione situata geograficamente all’incrocio tra il corridoio adriatico e quello trasversale, un asset fondamentale per sostenere un export che già oggi vale 14,3 miliardi di euro. In questo contesto, i dem indicano con precisione i progetti giudicati «indifferibili» sui quali la politica regionale deve accelerare senza tentennamenti.
Tra le priorità assolute spicca il potenziamento con raddoppio della tratta ferroviaria Pescara-Roma, un’opera da 7,5 miliardi di euro cruciale per abbattere i tempi di percorrenza e portarli a circa due ore. Sul fronte ferroviario si punta anche alla velocizzazione della linea Adriatica con il raddoppio della Pescara-Bari, un intervento interamente coperto dal punto di vista finanziario.
Altrettanto vitale per la sicurezza e per la tenuta economica dell’Appennino è l‘adeguamento sismico con la messa in sicurezza di viadotti e gallerie lungo le autostrade A24 e A25, un piano da 3,9 miliardi di euro.
Infine, il Pd richiama l’attenzione sui collegamenti locali e sulle infrastrutture di supporto, sollecitando interventi per la linea ferroviaria L’Aquila-Rieti-Roma, il completamento della Teramo-Mare e lo sviluppo strategico dei porti di Ortona e Vasto.
«Il Libro Bianco delle Camere di Commercio – concludono Marinelli e Cordisco – è l’ennesimo campanello d’allarme lanciato dalle imprese e dal sistema economico abruzzese che la Giunta Marsilio non può più ignorare. Con l’85% delle spedizioni merci che avviene ancora esclusivamente su gomma e con un isolamento ferroviario e digitale delle aree interne ormai insostenibile, l’Abruzzo rischia la desertificazione industriale».
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