08 Giugno 2026 - 16:06:06
di Martina Colabianchi
Dopo le critiche già mosse dal Passo Possibile su una recente deliberazione di giunta che autorizza l’utilizzo di graduatorie approvate da altri enti per l’assunzione di personale destinato al Comune, sil tema torna anche Sinistra Italiana AVS L’Aquila.
In realtà, questo è un tema sollevato da tempo dai consiglieri del partito, secondo cui «il Comune capoluogo di regione avrebbe dovuto e dovrebbe programmare le assunzioni in base al fabbisogno di personale attraverso concorsi propri, perché di tempo ne ha avuto e ne ha a disposizione». A dichiararlo sono Fabrizio Giustizieri, segretario provinciale della federazione Sinistra Italiana – Avs L’Aquila, il segretario comunale Pierluigi Iannarelli e il capogruppo in Consiglio comunale Lorenzo Rotellini.
«Non è in discussione, in astratto – proseguono -, la possibilità giuridica di utilizzare graduatorie di altri enti: il punto è politico e amministrativo. Un Comune capoluogo di regione, con una macchina amministrativa complessa, con esigenze strutturali note e con una responsabilità istituzionale verso l’intero territorio, non può comportarsi come se il reclutamento del personale fosse una pratica da sbrigare cercando qua e là graduatorie disponibili. Perché non bandire concorsi propri, dando la possibilità a tante cittadine e tanti cittadini di partecipare nella consapevolezza di concorrere per diventare dipendenti del Comune in cui magari vivono? La pubblica amministrazione non deve soltanto coprire posti vacanti: deve selezionare competenze, creare opportunità, garantire imparzialità e rafforzare il rapporto di fiducia con la comunità».
«A maggior ragione, appare discutibile il ricorso a graduatorie formate da piccoli Comuni del circondario e non solo del circondario, questa volta Celano, Luco de’ Marsi e San Demetrio ne’ Vestini. Se proprio il Comune dell’Aquila ritiene di dover utilizzare graduatorie esterne, almeno scelga graduatorie provenienti da grandi concorsi pubblici, con ampia partecipazione e platee significative. Pensiamo, ad esempio, alla graduatoria per assistenti amministrativi della ASL, che ha visto la partecipazione di migliaia di persone e che rappresenta una procedura selettiva di dimensione ben diversa rispetto ai concorsi banditi da enti molto più piccoli».
«Anche il ricorso alla manifestazione di interesse, di cui alla determinazione dirigenziale n. 6807 del 30 dicembre 2025 – continuano -, aperta per tutto l’anno, non ci convince affatto: le manifestazioni di interesse dovrebbero riguardare singoli profili professionali, essere contenute in avvisi specifici e restare limitate a un periodo di tempo definito. Diversamente, risulterebbe estremamente discrezionale la decisione in merito a quando dare seguito alle richieste e, nel caso di richieste plurime con requisiti equivalenti, a quale dare priorità. Il rischio è quello di non scegliere la graduatoria, bensì la persona da assumere, cosa che sarebbe contraria ai principi di imparzialità e trasparenza cui deve conformarsi la pubblica amministrazione. Facciamo degli esempi: se la prima richiesta ad arrivare fosse quella di un idoneo di un Comune fuori regione o di un ente non appartenente al comparto Funzioni Locali, per quale motivo, non avendo fissato delle tempistiche, potrebbe avere priorità rispetto a una richiesta successiva di un’amministrazione rientrante nel comparto Funzioni Locali della Regione Abruzzo? Oppure, se dovessero esserci richieste di candidati idonei di diversi enti del comparto Funzioni Locali della Regione Abruzzo, con quale criterio si darebbe priorità all’amministrazione da scegliere?».
«Ci sembra tutto molto pasticciato o comunque rimesso ad una discrezionalità amministrativa che andrebbe ad agire dopo che si sia manifestato il nome dell’interessato all’assunzione. Meglio sarebbe, ripetiamo, bandire concorsi propri e, semmai, dotarsi di regole certe per l’utilizzo di graduatorie di altri enti, limitatamente a singoli avvisi di manifestazione di interesse e in tempi stabiliti».
«Si potrebbero prevedere, ad esempio, criteri chiari come: “tra due o più amministrazioni appartenenti al comparto Funzioni Locali, hanno priorità le graduatorie degli enti della Regione Abruzzo e, in subordine, ha priorità la graduatoria che ha visto il maggior numero di candidati”; oppure: “non si scorrono graduatorie per posizioni successive a quelle corrispondenti al quadruplo dei posti messi a concorso”. Regole simili servirebbero a premiare partecipazione, merito e trasparenza. Non vorremmo ritrovarci ad assumere una persona collocata al centocinquantesimo posto nella graduatoria del Comune di Rocca Cannuccia, il quale comune magari aveva bandito un concorso per un solo posto. È per noi una questione di principio che non può essere liquidata come una questione meramente tecnica. Quando un’amministrazione pubblica sceglie da quali graduatorie attingere, compie, a nostro avviso, una scelta che incide concretamente sulle opportunità di lavoro, sulla trasparenza, sulla percezione di equità e sulla credibilità delle istituzioni».
Sinistra Italiana Avs L’Aquila ribadisce, quindi, la richiesta di più concorsi pubblici propri, più programmazione e più trasparenza. «Il Comune dell’Aquila dia il buon esempio e dimostri, nei fatti – concludono Giustizieri, Iannarelli e Rotellini -, di voler costruire una pubblica amministrazione fondata maggiormente sul merito e sulla chiarezza nei confronti dei cittadini».
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