17 Giugno 2026 - 10:37:56
di Marianna Galeota
«Dopo sedici anni dal sisma, abbiamo il dovere di realizzare scuole che non siano soltanto belle e sicure sotto il profilo strutturale, ma che rappresentino esempi di buona pianificazione urbana, accessibilità e sicurezza complessiva».
I consiglieri comunali della federazione de “il Passo Possibile” Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimia sollevano dubbi sulla sicurezza relativa alla viabilità della nuova scuola che sarà realizzata tra Pianola e Bagno,.
«Accogliamo con favore l’approvazione del progetto esecutivo della nuova scuola dell’infanzia e primaria di Pianola-Bagno. Dopo anni di attesa, ogni passo in avanti verso la realizzazione di un’infrastruttura scolastica moderna e sicura rappresenta una buona notizia per le famiglie e per l’intero territorio. Proprio perché si tratta di un’opera destinata ad accogliere decine di bambini ogni giorno, riteniamo però doveroso ribadire le perplessità che come gruppo consiliare de Il Passo Possibile abbiamo già evidenziato attraverso un interpello e nel successivo dibattito in Consiglio comunale – affermano – Le nostre osservazioni non erano e non sono rivolte contro la realizzazione della scuola, che anzi auspichiamo possa procedere senza ulteriori ritardi, ma riguardano alcuni aspetti progettuali che meritano ancora un’attenta riflessione. Va ricordato che alcune delle osservazioni formulate dal nostro gruppo consiliare hanno trovato riscontro proprio grazie al confronto sviluppatosi in Consiglio comunale. In particolare, nella versione iniziale del progetto erano previsti solo 21 stalli di parcheggio, un numero chiaramente insufficiente rispetto alle esigenze della struttura scolastica».
«L’amministrazione, rispondendo al nostro interpello, ha chiarito che grazie a risorse aggiuntive CIPESS sarà possibile incrementare il numero dei parcheggi, rendendolo adeguato sia per il personale scolastico sia per le esigenze di scambio genitori/alunni. Resta, invece, ancora senza una risposta convincente il tema della raggiungibilità pedonale della scuola. L’ubicazione scelta presenta infatti una criticità evidente: anche i residenti che abitano a poche decine di metri dal nuovo plesso non potranno raggiungerlo a piedi in condizioni di sicurezza a causa dell’assenza di marciapiedi e della difficoltà di attraversamento della carreggiata. Una scuola moderna dovrebbe incentivare, ove possibile, la mobilità pedonale e gli spostamenti sostenibili», proseguono.
I consiglieri ritengono «discutibili» le scelte relative alla viabilità di accesso al plesso scolastico con la prevista rotatoria sulla Mausonia, «arteria che svolge una funzione strategica per la mobilità cittadina, caratterizzata da elevati flussi di traffico e utilizzata quotidianamente come asse di collegamento e di alleggerimento della viabilità urbana, in un tratto caratterizzato da una significativa pendenza».
Una soluzione che rischia di causare rallentamenti, secondo il Passo Possibile, «soprattutto per i mezzi pesanti, e che desta ulteriori preoccupazioni durante la stagione invernale. Chi conosce quel tratto della Mausonia sa bene che neve, ghiaccio e condizioni meteo avverse non rappresentano un’ipotesi remota ma una realtà con cui fare i conti».
Il punto non è stabilire se la rotatoria sia tecnicamente realizzabile: «il punto è chiedersi se sia davvero la soluzione migliore per garantire sicurezza, funzionalità e fluidità della circolazione in un punto che sarà frequentato quotidianamente da bambini, genitori, personale scolastico e utenti della strada. Per questo motivo auspichiamo che, anche alla luce dell’avvio della fase esecutiva, vi sia ancora la possibilità di approfondire e, se necessario, migliorare gli aspetti legati alla viabilità e all’accessibilità dell’area scolastica», precisano.
«Nell’interesse dei bambini che frequenteranno il nuovo plesso, delle loro famiglie e di tutti i cittadini, continueremo a svolgere il nostro ruolo di controllo e proposta, affinché ogni criticità venga affrontata prima che l’opera entri in funzione e non quando i problemi saranno ormai sotto gli occhi di tutti». concludono.
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