18 Giugno 2026 - 18:22:55

di Martina Colabianchi

Presieduta dal Prefetto dell’Aquila Vito Cusumano, si è tenuta stamattina una riunione del Tavolo provinciale di monitoraggio sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’incontro, che dà attuazione al protocollo siglato lo scorso 24 aprile, ha messo di fronte una fitta rete di istituzioni, forze dell’ordine e parti sociali: dai vertici di Polizia e Vigili del Fuoco ai rappresentanti di Regione Abruzzo, Itl, Inps, Inail e Asl 1, fino alle associazioni datoriali (Ance, Confindustria, Confagricoltura, Cia e Coldiretti) e alle sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil e Ugl).

Al centro del confronto, i dati drammatici sugli incidenti e le strategie coordinate per contrastare le irregolarità e il fenomeno del caporalato.

Il quadro emerso durante il vertice fotografa una situazione di persistente criticità sul territorio provinciale. La Responsabile della Direzione OUC Psal della Asl 1 Abruzzo ha infatti evidenziato un incremento degli infortuni definiti di «pronta emergenza» nel triennio 2023-2025.

Un trend che purtroppo non sembra arrestarsi: nei soli primi sei mesi del 2026 si sono già registrati 28 infortuni, di cui 2 con esito mortale.

Per arginare l’emergenza, le istituzioni stanno stringendo le maglie dei controlli.

La rappresentante della Regione Abruzzo ha annunciato che il nuovo Piano regionale di prevenzione è in via di approvazione e che a breve sarà convocato l’apposito Comitato regionale per mettere sotto la lente d’ingrandimento la qualità e l’efficacia della formazione dei lavoratori.

Sul fronte dei controlli sul campo, la Direttrice dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro ha confermato un’intensa attività di vigilanza concentrata soprattutto nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura, ma estesa anche a scuole e centri di accoglienza, con l’obiettivo specifico di prevenire e reprimere i fenomeni di caporalato. Dal canto loro, le associazioni datoriali hanno dato la propria disponibilità a potenziare la formazione interna, promuovendo corsi specifici che vadano oltre gli obblighi standard previsti dalla legge.

Di parere più severo i delegati sindacali che, preoccupati dall’impennata dei dati, hanno sollecitato un cambio di passo strutturale. Oltre alla diffusione delle buone pratiche preventive, le organizzazioni dei lavoratori hanno chiesto interventi urgenti per colmare la carenza di organico negli enti di controllo e hanno preteso un netto incremento delle verifiche nei casi di subappalto e di dumping contrattuale, dinamiche che spesso favoriscono il ribasso degli standard di sicurezza a discapito della vita umana.

A conclusione dell’incontro, il prefetto Cusumano ha ribadito l’assoluta importanza di continuare ad accrescere la cultura della prevenzione e di intensificare l’attività formativa da parte delle associazioni datoriali. Ringraziando infine i responsabili degli uffici di vigilanza per l’impegno profuso, il capo dell’Ufficio di Governo ha richiamato tutte le componenti al dovere di mantenere alta la guardia per garantire la tutela della vita dei lavoratori.